REGIONE ITALIA - CHIESA BEATO ALLAMANO
La Chiesa
Nata come cappella interna della Casa Madre dei missionari della Consolata, dopo la traslazione della salma del Fondatore nel 1938 divenne ufficialmente Chiesa pubblica.

Semidistrutta dai bombardamenti dell'ultima guerra, è stata ricostruita nel 1952, mantenendo la struttura e le linee architettoniche precedenti.

Si presenta come un’ampia sala di 20 metri per 40, affrescata nel soffitto da motivi liturgici, e con vasto presbiterio dominato da un solenne ciborio con quattro colonne di marmo che sostengono una cupola bianca, suddivisa in quattro segmenti che mettono in risalto un altare di marmo di Carrara, con bassorilievi raffiguranti i dodici Apostoli.

La chiesa è chiamata "chiesa del Fondatore", perché in una cappella laterale vi è il sepolcro del Beato Giuseppe Allamano.
E' un luogo santo, meta di pellegrinaggio, invito a sostare in preghiera e meditazione, come in un'oasi. Su tutto spicca il sarcofago di pietra d'Istria, scolpito da Giordano Pavesi nel 1938. Il Beato Giuseppe Allamano vi è raffigurato nell'atto di inviare i figli e le figlie nelle missioni, con l'iscrizione latina: "Annunzieranno la mia gloria alle genti". Lo ricopre una lastra di marmo lucido, con scolpito in lettere cubitali il nome: "Giuseppe Allamano". Il sarcofago è come avvolto da una cupola bianca suddivisa da scanalature in quattro spicchi che richiamano l'universo, con riferimento alla dimensione missionaria impressa dall'Allamano al suo ministero sacerdotale.
Sul fondo una vetrata policroma in cui sono rappresentati:
- il santuario della Consolata, rinnovato materialmente e pastoralmente dall'Allamano, luogo da cui irradiò la sua azione per 46 anni;
- L'icona della Vergine Consolata, da lui amata con tenerezza e a cui è convinto di dovere tutto;
- il mondo sormontato dalla croce, che richiama la passione del Beato per l'evangelizzazione delle genti;
- La figura di Giuseppe Allamano che, con il dito puntato sul mondo e la scritta "Prima santi e poi missionari", proclama la prerogativa indispensabile per essere evangelizzatori autentici;
- la casa madre dei Missionari collegata a quella delle Missionarie della Consolata.
Le raffigurazioni della vetrata, che si riflettono come in uno specchio sulla lastra del sarcofago, illustrano i principali campi di attività e, insieme, gli ideali e il messaggio sempre attuale di Giuseppe Allamano: la Madonna e il mondo, la Chiesa e la Missione.
Si resta piacevolmente colpiti dalla sensazione di serenità che sprigiona da questo luogo. Il candore che circonda il sarcofago, inframmezzato dai vividi colori della vetrata e dal verde riposante delle piante disposte a semicerchio, dona un sentore di pace e di quiete, quasi una tregua spirituale nel tumulto della vita quotidiana.

Sala dei "ricordi"
A fianco della cappella, in una sala detta "dei ricordi", sono esposti alcuni oggetti appartenuti al Beato e che richiamano la sua vita di ogni giorno, il suo lavoro, la preghiera. Vi figurano i volumi del "breviario" e del messale, la cappa canonicale e vesti liturgiche, l'inginocchiatoio, la piccola scrivania del suo studio da cui sono partiti tanti documenti e lettere, l'orologio, biglietti del Tram. Vi è pure il crocifisso che ha seguito il Beato nella tomba, estratto in occasione della ricognizione delle sue spoglie mortali.
Al centro, sotto una campana di vetro, campeggia un quadretto della Consolata, entrato a far parte della storia. Fu collocato nella stanza di Giuseppe Allamano durante la sua malattia mortale del gennaio 1900. Con lo sguardo rivolto a quell'immagine egli promise di fondare l'Istituto, in caso di guarigione. Guarito miracolosamente, tenne sempre gelosamente quel quadretto. Lo fece stringere al cuore dal Camisassa morente, nel 1922, nella speranza che il miracolo si ripetesse.

S.Messe:
Feriali: 7.00 -  11.00 - 17.00
Festivi: 10.30 - 17.00
Adorazione:  16.30 (ogni  primo  venerdì  prima della Messa)
Rosario:  16.30
Confessioni:   9.30 - 11.00 / 15.30 - 17.00 (o per appuntamento)
chiesa allamano
sepolcro allamano