BRASILE. Crisi alimentare: proteste dei 'sem terra' in 13 stati
Centinaia di contadini ‘senza terra’ hanno invaso nelle prime ore di ieri due piantagioni di eucaliptus e acacia utilizzate per la fabbricazione di cellulosa appartenenti all’azienda ‘Votorantim’ in due città dello stato meridionale di Rio Grande do Sul: promosse dal ‘Movimento dei lavoratori rurali Sem Terra’ (Mst), insieme a ‘Via Campesina’, le proteste rientrano nella massiccia mobilitazione avviata due giorni fa in 13 stati del paese “contro l’agro-business e le multinazionali”, accusati dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari, già sfociata in incidenti con la polizia con diversi feriti. "Denunciamo l’avanzata delle monocolture nel sud del Brasile. Oltre al degrado ambientale, pregiudicano i piccoli agricoltori prosciugando le risorse idriche” hanno riferito in una nota i promotori della protesta. “Il Brasile – hanno aggiunto - privilegia il capitale straniero e le multinazionali e l’aspetto più funesto di questo modello è oggi la crisi alimentare che colpisce tutto il mondo e soprattutto i paesi poveri”. Martedì migliaia di contadini hanno occupato la sede di ‘Votorantim’ a San Paolo, bloccato un treno della società mineraria ‘Vale’ nel Minas Gerais, invaso una centrale elettrica a Bahia, distrutto due ettari di coltivazioni sperimentali di canna da zucchero destinate alla produzione di biocarburante nello stato di Pernambuco e bloccato il porto di Pecem, nel Ceará per protestare contro la costruzione di cinque centrali termoelettriche e una raffineria.
Da misna.org

