AFGHANISTAN. Rappresentante ONU critica la gestione degli aiuti internazionali
Dal 2001 i governi del paesi occidentali hanno speso miliardi di dollari per aiutare l’Afghanistan ma “troppo denaro ricade nelle mani dei donatori internazionali”, come in quelle delle società di consulenza, e anche se si sente parlare di grosse somme di denaro, “sul terreno non vediamo i risultati”: nuove critiche sullo stato della cooperazione giungono dal nuovo rappresentante speciale dell’Onu in Afghanistan, Kai Eide, in carica dallo scorso marzo, alla vigilia della conferenza internazionale per l’Afghanistan che si apre domani a Parigi. “Il denaro dovrebbe essere investito in progetti sostenibili a lungo termine, affinché gli afghani possano prendere il testimone” ma non è questo il caso, ha continuato il diplomatico norvegese, deluso dalla gestione della ricostruzione nel paese, intervistato dal canale televisivo ‘France24’. Eide, che è anche capo della Missione di assistenza dell’Onu in Afghanistan, riconosce e apprezza i progressi realizzati in alcuni settori, come sanità e istruzione, ma sottolinea che non vengono seguiti i piani e le priorità del governo afghano: “A volte – ha detto - cominciamo i nostri progetti e gli afghani non sanno cosa stiamo facendo”. Ai donatori che a partire da domani decideranno sugli aiuti futuri, Eide chiede “l’apertura di un nuovo capitolo degli aiuti, orientati verso la popolazione e concentrato sui risultati da ottenere sul terreno”. Pochi giorni fa, anche Caritas internationalis aveva espresso riserve sull’efficacia degli aiuti allo sviluppo.
Da misna.org

