LIBERIA. Con la fine della guerra si moltiplicano i conflitti per la terra
Sono almeno 12 le persone uccise nel fine settimana in un attacco condotto da uomini armati non identificati contro un’azienda agricola nel centro del paese, una cinquantina di chilometri a sud della capitale Monrovia. La notizia, in circolazione da alcuni giorni sui media locali, è stata confermata ieri pomeriggio dalla polizia liberiana, che ha fatto sapere di aver recuperato finora dal fiume Farmington i corpi di 12 degli oltre 40 contadini che sarebbero stati presi di mira sabato da un gruppo di fuoco. Ufficialmente un’altra trentina di persone risultano ancora disperse, ma la polizia sta proseguendo le ricerche nel fiume convinta di trovare altri cadaveri. Il proprietario dell’azienda agricola ha accusato indirettamente un senatore, nonchè capo dell’amministrazione locale, sostenendo che da tempo l’uomo stava cercando di impossessarsi della fattoria e dei terreni circostanti. L’uomo politico ha smentito qualsiasi coinvolgimento. La polizia al momento non ha rilasciato dichiarazioni e ha precisato che le indagini sono già in corso nel massimo riserbo. Per indagare sulla vicenda, il governo liberiano ha inviato sul posto da Monrovia una squadra di procuratori, come ha fatto sapere oggi il ministero della Giustizia in una nota. L’episodio del fine settimana è il più violento di una serie di piccole e grandi dispute legate alla terra che sono esplose un po’ dovunque in Liberia, dove, dopo 14 anni di guerra civile, si sono persi tutti i documenti di proprietà dei terreni. Il problema delle terre si va facendo ogni mese più serio, col rientro di un numero sempre crescente dei profughi attirati dalla pace e dai progressi del nuovo governo.
Da misna.org

