ARTICOLI : 2010

Bolivia, il Litio fa sognare anche gli Usa

Per i boliviani le riserve afgane sarebbero inferiori alle loro e ci vorrebbero anni per sfruttarle. Un buon motivo per continuare con l'occupazione di quella terra?

Dopo decenni di povertà assoluta e sottomissione alle regole del più forte, spesso una multinazionale libera di agire grazie all'impunità concessa dal governo, oggi la Bolivia può (a ragione) alzare la voce e mettere i puntini sulle i.
Le stime di Washington sulla presenza di Litio nel sottosuolo afgano sono state l'occasione giusta. Da un lato i figli dello zio Sam raccontano che in Afghanistan esistono importanti riserve di Litio. Dall'altra La Paz definisce le proprie, situate nella fantastica cornice del Salar de Uyuni (zona meridionale del paese) le maggiori al mondo (nove milioni di tonnellate secondo la statunitense Sgs) . Fatto sta che senza il Litio, oggigiorno, sembra essere diventato impossibile vivere.

Questo minerale è utilizzato nell'industria della telefonia cellulare per la produzione di batterie. Se ne serve anche l'industria informatica per la produzione delle batterie dei computer portatili. Il suo utilizzo più importante, però, potrebbe essere quello legato alla produzione dei motori ecologici per le autovetture. L'industria del futuro. Quella che dovrebbe garantire alle auto emissioni zero e per tutto noi aria pulita nel prossimo futuro. E quella che in questi ultimi anni sta guardando con un certo interesse verso tutte le zone dove il Litio è presente. Le maggiori case automobilistiche, infatti, per stare al passo con i tempi, dovranno adeguarsi alla richiesta di aria sempre più pulita. E per farlo avranno la necessità di avere sempre più Litio a loro disposizione.

"Nel Salar di Uyuni c'è abbastanza Litio da poterne estrarre per dei decenni", dicono dalla Yacimentos Petrolifero Fiscales de Bolivia (Ypfb). "Le nostre sono di gran lunga le maggiori riserve di Litio del pianeta",  continuano dall'industria degli idrocarburi di Stato. "Sono talmente importanti che esiste un progetto per poterle sfruttare che proseguirà per i prossimi 100 anni" concludono i portavoce di Ypfb. Ci si chiede però il perchè di tanta fretta nel dire che in Afghanistan esisterebbero importanti riserve di Litio. Secondo Luis Alberto Echazù, uno dei massimi responsabili boliviani in tema di sfruttamento minerario, gli americani avrebbero avuto molta fretta di parlare delle riserve afghane per poter "giustificare ancora una volta la loro presenza in quel territorio". Insomma, un chiaro messaggio politico camuffato da importante notizia economica. "Anche perchè non si può iniziare a sfruttate il Litio così semplicemente. Bisogna studiare le potenzialità e la qualità del giacimento. Questo è un lavoro che può andare avanti per anni" ribadisce Echazù. Nel frattempo, dalla Ypfb giunge la notizia del serio interessamento da parte di due grandi aziende finlandesi per entrare nel comitato scientifico per lo studio e lo sfruttamento del Sala de Uyuni. Non solo: le due aziende hanno anche promesso ingenti investimenti. L'industria del carbonato di Litio, utile come detto per la produzione di batterie, è all'avanguardia nel nord Europa. Dalla Ypfb, certi che le proposte finlandesi siano serie, fanno anche sapere che il comitato scientifico che studia i giacimenti nel Salar de Uyuni è composto da tecnici giapponesi, coreani, brasiliani e francesi, oltre ai boliviani.

Alessandro Grandi

da peacereporter.net