Nel mondo aumentano i rifugiati
Secondo l'Unhcr sono oltre 43 milioni, il numero più alto dalla metà degli anni Novanta
Aumenta e si porta sul livello più alto dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso il numero dei rifugiati nel mondo. Sono infatti 43,3 milioni le persone costrette alla fuga da guerre e persecuzioni, secondo il Global Trend 2009, il rapporto annuale dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr), diffuso ieri a Ginevra. Così come è al livello più basso dell'ultimo ventennio il numero di rifugiati rientrati spontaneamente nelle loro case, appena 251.000 l'anno scorso, contro una media annuale, nell'ultimo decennio, di circa un milione di rimpatriati.
L'Unhcr lancia poi un allarme per i bambini afghani (il 45 per cento del totale dei minori in fuga arriva dal Paese asiatico) che l'anno scorso sono stati quasi seimila contro i 3.380 dell'anno precedente. "Non ci sono segnali che facciano presagire una soluzione per i principali conflitti in corso, come quelli in Afghanistan, Somalia e nella Repubblica Democratica del Congo", ha spiegato l'alto commissario, Antonio Guterres, sottolineando che "il 2009 non è stato un anno positivo per i rimpatri volontari ed è stato il peggiore negli ultimi venti anni".
Per quanto riguarda il reinsediamento - il meccanismo attraverso il quale i rifugiati in un Paese di asilo, tendenzialmente un Paese in via di sviluppo, vengono trasferiti in un altro Stato, generalmente un Paese industrializzato - nel 2009 l'Unhcr lo ha proposto per 128.000 persone, il numero più alto negli ultimi 16 anni. Alla fine del 2009, 112.400 persone sono state accettate per il reinsediamento in 19 Paesi, fra i quali gli Stati Uniti (79.900), il Canada (12.500), l'Australia (11.100), la Germania (2.100), la Svezia (1.900) e la Norvegia (1.400). I principali gruppi di reinsediati sono stati i rifugiati del Myanmar (24.800), dell'Iraq (23.000), del Bhutan (17.500), della Somalia (5.500), dell'Eritrea (2.500) e della Repubblica Democratica del Congo (2.500). Nell'ultimo decennio almeno 1.3 milioni di rifugiati hanno ottenuto la cittadinanza del Paese ospitante, più della metà negli Stati Uniti.
Per quanto riguarda, infine, gli apolidi, il rapporto ne stima, a fine 2009, 6,6 milioni, ma si tratta di una valutazione certamente per difetto e ci sono numeri non ufficiali che parlano di 12 milioni.
L'emergenza più recente in materia di rifugiati è quella che si sta affrontando in queste ore al confine tra Kyrgyzstan e Uzbekistan. L'Unhcr ha confermato ieri che in Uzbekistan si sono riversate decine di migliaia di kyrgyzi e ha annunciato che sta inviando aiuti e una squadra d'emergenza. Una nota dell'Unhcr ha comunicato che l'organizzazione sta preparando un ponte aereo dal proprio deposito a Dubai per rispondere ai bisogni immediati di circa 75.000 persone.
Secondo il Governo uzbeko, sono oltre centomila i rifugiati giunti nel Paese da venerdì scorso. "Siamo riconoscenti alle autorità uzbeke di accogliere e ricevere le persone in fuga dalle violenze in Kyrgyzstan", ha dichiarato l'alto commissario, Antonio Guterres. Anche il Comitato internazionale della Croce rossa è mobilitato e ha lanciato un appello per una raccolta di fondi per almeno dieci milioni di franchi svizzeri (circa 7 milioni di euro) per assistere circa centomila persone nel prossimo mese.
da osservatoreromano.va

