PERÙ. La Oroya, i bimbi nascono col piombo nel sangue
Molti neonati della città peruviana di La Oroya, dove da anni è in corso un’intensa attività mineraria, nascono con un livello di piombo nel sangue di sei milligrammi per decilitro - superiore al livello di cinque milligrammi indicato come limite per un adulto dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) - a fronte di un livello di contaminazione che in un bambino appena nato dovrebbe essere di zero. Lo ha affermato il dottor Hugo Villa, medico del Movimento per la salute di La Oroya (Mosao), tornando a lanciare l’allarme sulla catastrofica situazione sanitaria della cittadina di 80.000 abitanti a circa 130 chilometri da Lima (a quasi 4000 metri d’altitudine sulle Ande) già definita da molti “la città col piombo nel sangue”. In un’intervista rilasciata ieri all’agenzia di stampa ufficiale ‘Andina’, Villa ha evidenziato che il 97% dei neonati di La Oroya soffre di deficienze fisiche o mentali, incluse malformazioni e cecità, ricollegabili alla contaminazione dell’aria. Secondo il medico, i problemi della popolazione del capoluogo della provincia andina di Yauli legati alla contaminazione sono andati aumentando negli ultimi anni nonostante dalla fine degli Anni ’90 alcuni studi governativi avessero evidenziato le conseguenze negative che il rinnovato sfruttamento minerario dell’area stava comportando. Sebbene la zona di La Oroya sia sfruttata dall’industria mineraria dal 1922, con l’arrivo di un’azienda statunitense nel 1997 la produzione è aumentata a dismisura, moltiplicando anche le ricadute sullo stato di salute delle persone. I dati a disposizione fissano a una tonnellata al giorno la mole di polvere di piombo, ossido di zolfo, zinco e arsenico scaricata in aria dalla principale raffineria della zona. Sostanze che, data la particolare conformazione geografica della zona (la cittadina è inserita in una conca contornata da alte montagne), non si disperdono restando a lungo sospese nell'aria. L’ultimo studio disponibile del ministero della Salute realizzato nel 2004, ha sottolineato Villa, specificava che il 99,9% dei bambini con meno di sei anni d’età presentava un livello di piombo nel sangue superiore ai 10 milligrammi per decilitro. Ma i dati dei bambini, sebbene impressionanti, sono solo gli ultimi di una catena che non risparmia nessuno e che vede negli anziani e, ovviamente, nei lavoratori del settore minerario le altre fasce più colpite. Il medico ha puntato il dito contro l’azienda statunitense, la ‘Doe Run Peru’ (legata all’omonima multinazionale), accusata di ritardare la realizzazione di alcuni punti degli accordi raggiunti negli scorsi anni a cominciare dalla costruzione di una fabbrica di acido solforico che avrebbe aiutato a ridurre “significativamente” la concentrazione dei gas nell’aria della zona. Nella classifica dei luoghi più inquinati della Terra stilata dal Blacksmirth Institute, La Oroya figura costantemente tra i primi dieci posti.
Da misna.org

