SGOMENTO E CONDANNE DAL MONDO CRISTIANO PER ATTACCO ISRAELIANO
“Condanniamo senza mezzi termini le azioni irresponsabili perpetrate dalle forze israeliane contro i civili della ‘Freedom Flotilla’ e chiediamo azioni affinché Israele rispetti le norme internazionali, ponendo fine all’assedio contro Gaza e ponendo fine all’occupazione militare dei territori palestinesi”: alla MISNA giunge da Gerusalemme la reazione degli esponenti delle Chiese e delle comunità cristiane di Palestina. “La conseguenza del silenzio è la morte” scrivono gli autori della missiva, deplorando l’assenza di una qualsiasi azione da parte della comunità internazionale per evitare lo sviluppo tragico di una tale azione umanitaria. “Con tutto il dolore provato per la perdita di vite umane, i feriti e le infrazioni ai più elementari diritti umani – si legge nella nota dei rappresentanti cristiani – ricordiamo alla comunità internazionale che l’azione israeliana è un crimine a tutti gli effetti e una pesante violazione di tutte le regole internazionali in vigore, che fa di Israele uno stato incapace di essere responsabile e di trattenersi quando si tratta di avere a che fare con attivisti, pacifisti o con una missione umanitaria”. Sconcerto, condanna e vicinanza con gli attivisti internazionali intercettati in mare mentre tentavano di recarsi a Gaza sono stati espressi alla MISNA anche dall’Operazione Colomba, associazione legata alla comunità Papa Giovanni XXIII: “Come corpo non violento per la pace ci sentiamo molto vicini alle vittime, quello che è successo è davvero terribile” ha detto alla MISNA una volontaria dalla Palestina, mentre dalla sede dell’organizzazione a Rimini, Alberto Capannini ha qualificato l’attuale governo di Tel Aviv “il peggiore, anche per gli stessi israeliani”. “Ci sconcerta il silenzio del mondo – ha detto alla MISNA Capannini – di fronte a uno stato che si permette di agire senza rispetto per il diritto, usando solo la politica del martello”. Dalla Strisca di Gaza, al Servizio d’informazioni religiose ‘Sir’ della Conferenza episcopale italiana (Cei), il parroco della Strisca di Gaza, padre Jorge Hernandez, ha detto che l’attacco contro le navi umanitarie è stata “una tragedia che si poteva evitare” , accaduta proprio nel pieno della settimana mondiale per la pace in Palestina e Israele, promossa dal Consiglio ecumenico delle Chiese. “Non era necessario arrivare a uccidere e ora il rischio è che violenza chiami altri violenza” ha detto padre Hernandez. Anche il francescano Pierbattista Pizzaballa, Custode di terra Santa, ha definito i fatti “una tragedia che si poteva evitare, che non aiuterà il cosiddetto processo di pace e che non contribuisce a creare quell’atmosfera necessaria perché le prospettive di negoziato abbiano un minimo di fattibilità”. (A cura di Celine Camoin)
Da misna.org

