Giornata della Terra: proteggere la biodiversità
In occasione dell'odierna "Giornata della Terra" che ricorre nell'Anno internazionale della biodiversità proclamato dall'Onu, il WWF ricorda l’urgenza di proteggere la biodiversità a tutti i livelli e di chiedere che le strategie politiche ed economiche dei paesi mettano finalmente in conto anche la natura, partendo dall’inserimento nella contabilità nazionale di parametri adeguati.
"E' la natura a fornirci tutte le materie prime che sono alla base dello sviluppo economico e industriale , senza contare la capacità degli ecosistemi di contenere eventi catastrofici come uragani, inondazioni e siccità, di regolare i flussi idrologici e gli equilibri biologici del pianeta, e anche di offrire all’uomo quelle occasioni di svago e godimento che favoriscono l’equilibrio psico-fisico della nostra specie" - sottolinea la nota dell'associazione. Per il WWF, l'Anno internazionale della biodiversità è un’ottima occasione per comprendere come la perdita di questa comporti inevitabili conseguenze negative su diversi aspetti del benessere umano, dalla salute al cibo, dalla sicurezza rispetto i disastri naturali alla sicurezza energetica e all’accesso all’acqua potabile e le materie prime: un ecosistema vitale e funzionante è una vera e propria “assicurazione” personale, ambientale ed economica attivata gratuitamente per tutti noi.
“Ogni essere umano dipende dalla natura e dai servizi che gli ecosistemi offrono, consentendo condizioni di vita dignitosa, sana e sicura, a vantaggio delle società umane e della sopravvivenza delle altre specie – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia - Oltre ad esibire la propria bellezza e incredibile varietà, le migliaia di specie animali e vegetali che popolano la Terra operano infatti un lavoro incessante e coordinato, sconosciuto ai più, che garantisce gli equilibri vitali del pianeta e la sopravvivenza stessa di tutte le specie viventi, compresa la nostra”.
“La perdita di biodiversità è estremamente costosa, sia in termini di equilibrio ambientale sia in termini economici, ma questo valore non è ancora sufficientemente considerato – ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia. Alcune ricerche infatti, come la COPI (Cost Of Policy Inaction) curata da validissimi ecologi ed economisti, dicono che in Europa, nel 2050, la distruzione della biodiversità terrestre costerà circa 1.100 miliardi di euro ogni anno, circa il 4% del PIL europeo.
L’Europa da sola sta consumando risorse equivalenti a oltre due pianeti e nasconde il proprio debito ecologico dietro le risorse naturali (come legno, pesci, prodotti agricoli ad alto utilizzo di acqua) che le vengono fornite dai Paesi che ne sono ricchi. "Ma i segnali d’allarme del cambiamento climatico e degli ecosistemi marini degradati ci dicono che il pianeta ha raggiunto il limite" - avverte il WWF.
Il 25-26 marzo il Consiglio Europeo ha discusso la nuova strategia economica con obiettivi al 2020 che dovrebbe riportarci sulla strada di un recupero economico nei prossimi 10 anni: è stata la necessità di una “crescita intelligente e sostenibile”, ma nella sua attuale formulazione la Strategia ignora completamente il valore della natura e la crescente dipendenza dell’Europa e di tutti i suoi settori economici da risorse naturali in calo.
“La chiave per la creazione di posti di lavoro e per un’economia sostenibile e garantita a lungo termine è quella di fare in modo che le attività economiche rispettino i limiti ecologici – ha concluso Bologna - Per questo il WWF chiede che gli obiettivi europei per il 2020 (20/30% riduzione delle emissioni, 20% energie rinnovabili, 20% efficienza energetica) siano estesi anche alla biodiversità, per fermarne la perdita entro il 2020” .
da unimondo.org

