FORUM “TERRA PRETA”: un documento per il 'diritto al cibo'
“I vertici economici e politici si stanno arricchendo con la crisi alimentare, le speculazioni finanziarie sono una tra le cause dirette dell’incremento dei prezzi delle derrate alimentari e di conseguenza alimentano esponenzialmente la crisi alimentare”: lo sostiene il documento finale del Forum ‘Terra Preta’, firmato da 270 organizzazioni contadine, movimenti sociali e organizzazioni non governative (ong). “Nel momento in cui la fame cronica, lo spodestamento dei produttori di cibo e dei lavoratori, speculazione di merci e terra e il riscaldamento globale sono all’apice - si sottolinea ancora - governi, agenzie e istituzioni finanziarie stanno offrendo proposte che aggravano solamente queste crisi attraverso versioni ancor più pericolose di politiche che originariamente hanno innescato l’attuale situazione”. Secondo “Terra Preta”, le iniziative di alcuni governi e dei responsabili Onu al vertice Fao “costituiscono un’aggressione ai produttori di cibo su piccola scala (tra i quali le donne sono in prima linea) e ai beni naturali”. Negli ultimi 30 anni, “i piani di aggiustamento strutturale della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale - sostengono ancora i rappresentanti della società civile provenienti dai cinque continenti - hanno creato le condizioni per ricorrenti crisi alimentari attraverso le politiche di liberalizzazione che hanno minato la capacità locale e nazionale di garantire politiche appropriate e l’autosufficienza alimentare”. E’ necessario “resistere al controllo dell’alimentazione e dell’agricoltura da parte delle multinazionali” si aggiunge, intervenendo per “combattere le speculazioni finanziarie” per il “finanziamento da parte di governi e organizzazioni internazionali dei piccoli produttori”. Occorre “evitare la produzione e l'esportazione di biocarburanti” e “inserire l’agricoltura nell’ambito dei negoziati sugli impegni di Kyoto post-2012”, che si svolgono quest’anno in Polonia e l’anno prossimo in Danimarca. Ma soprattutto, è necessaria “una complessiva riforma agraria in favore di produttori, popoli indigeni e comunità locali” promuovendo “un nuovo modello di sviluppo che metta al centro la sovranità alimentare”. In conclusione, le organizzazioni chiedono “che i governi avviino procedimenti giuridici a favore delle vittime dell’emergenza alimentare, tenendo in considerazione, attraverso procedimenti criminali, le società e le istituzioni (inclusi i governi), le cui azioni hanno negato alle comunità il loro diritto al cibo”.
Da misna.org

