ARTICOLI : 2010

EL SALVADOR. GIORNATA MISSIONARI MARTIRI: A 30 ANNI DALL’UCCISIONE DI MONSIGNOR ROMERO

Saranno celebrazioni speciali quelle con cui il Salvador renderà omaggio oggi a monsignor Oscar Arnulfo Romero y Galdámez, ucciso 30 anni fa, il 24 Marzo 1980, da un cecchino mentre celebrava la Messa nella cappella dell'ospedale per malati di cancro Divina Provvidenza di San Salvador. Per la prima volta anche lo stato sarà rappresentato al fianco delle istituzioni religiose e della società civile nelle numerose iniziative in programma, cominciate lo scorso fine-settimana, in una giornata che, a partire da quest’anno, per decisione del Parlamento sarà interamente dedicata all’arcivescovo ucciso, ‘San Romero d’America’ come viene chiamato nel suo paese natale. Mostre fotografiche, conferenze, dibattiti, ma anche concerti in onore del vescovo martire, che oggi sarà ricordato insieme a tutti i martiri missionari, sono state organizzate in Salvador e nelle numerose comunità di salvadoregni all’estero. Per l’occasione, la Direzione generale delle Poste del Salvador ha emesso una serie speciale di francobolli realizzati con il contributo di un gruppo di bambini, che hanno ceduto i diritti delle loro opere al governo affinché i loro disegni possano essere utilizzati per mostre e stampe. Già dal 15 Agosto 2009, riferisce l’agenzia di notizie religiose ‘Zenit’, la Chiesa salvadoregna ha avviato un vasto programma di attività commemorative su ‘Monsignor Romero, speranza delle vittime’ che ha incluso oltre a un congresso teologico intitolato “A 30 anni dal martirio di monsignor Romero: conversione e speranza”, marce, pellegrinaggi e celebrazioni liturgiche. Per la ‘Fondazione Romero’, celebrare l’arcivescovo ucciso “è riportare al presente i suoi appelli alla trascendenza, al rifiuto dei nuovi idoli che assillano la società attuale, ad assumere la nostra fede con una profonda dimensione storica e a vedere nei volti vecchi e nuovi dell'esclusione il volto di Dio”. I vescovi salvadoregni hanno chiesto di recente a Benedetto XVI la “rapida conclusione” del processo di beatificazione dell'arcivescovo, già venerato di fatto come Santo in America Latina. Una richiesta a cui si è unito anche l’arcivescovo di Guatemala, il cardinale Rodolfo Quezada Toruño, che ha associato alla figura di monsignor Romero - “ucciso per aver denunciato la violenza” di governo e guerriglia, coinvolte nella guerra civile che dal 1980 al 1992 ha insanguinato il paese con almeno 75.000 morti - quella del vescovo ausiliare di Guatemala, monsignor Juan José Gerardi Conedera, assassinato il 26 Aprile 1998, due giorni dopo aver pubblicato il dossier ‘Guatemala: Nunca Más’ sui crimini del conflitto interno guatemalteco (1960-1996). “La morte di monsignor Romero, come quella di monsignor Gerardi e di tanti sacerdoti, religiosi, catechisti e laici impegnati è solo un passo verso la vita vera” ha detto il cardinale Quezada. “Dopo aver dedicato tutta la sua vita al servizio di Dio, Romero è diventato un profeta di giustizia e di pace. Le sue omelie, trasmesse via radio, erano seguite da tutto il paese, da amici e avversari, perché Romero diceva la verità... perché era una voce umana, religiosa, fraterna” ha scritto il presidente emerito del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il cardinale Roger Etchegaray, nell'introduzione al libro “Oscar Romero: un vescovo tra guerra fredda e rivoluzione". Secondo la Commissione della Verità delle Nazioni Unite, creata per fare luce sulle atrocità del conflitto salvadoregno, il mandante dell’omicidio dell’arcivescovo fu il maggiore dell’esercito Roberto D'Aubuisson, fondatore della ‘Alianza Republicana Nacionalista’ (Arena, destra), che per la prima volta dopo 20 anni ininterrotti al governo ha ceduto il potere al primo presidente di sinistra, Mauricio Funes, appartenente allo schieramento dell’ex-guerriglia del ‘Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional’.

Da misna.org