VERTICE FAO: America Latina critica la 'dichiarazione di Roma'
“Deploriamo che si sia persa l’opportunità di fare un passo deciso e chiaro, di sottolineare che non siamo di fronte a una crisi congiunturale ma al trascinamento di un ordine economico internazionale ingiusto ed egoista imposto dai paesi ricchi”: ‘Prensa Latina’ così riassume la posizione espressa dal Venezuela sul contenuto della Dichiarazione di Roma, approvata al termine del vertice Fao per la sicurezza alimentare; un testo che, caratterizzato da generiche e vaghe promesse di impegni di far fronte alla crisi, non ha soddisfatto larga parte dei paesi dell’America Latina. Insieme alla delegazione cubana, quella venezuelana ha contestato duramente in particolare “gli Stati Uniti e i loro alleati, per non essersi assunti la responsabilità del fenomeno della fame come conseguenza dei loro standard di consumo” scrive ancora ‘Prensa Latina’, in un articolo dal titolo “L’America Latina serra i ranghi contro la Dichiarazione di Roma”. Secondo Orlando Requeijo, vice-ministro cubano per gli investimenti stranieri e la cooperazione economica., “è evidente la responsabilità delle potenze industrializzate in questo inaccettabile stato di cose. Questa dichiarazione è il risultato della mancanza di volontà politica da parte dei paesi del nord nel promuovere una soluzione giusta e adeguata al problema”. Anche secondo la rappresentanza argentina, “la distorsione delle politiche agricole, gli enormi sussidi e le barriere commerciali utilizzati dalle nazioni potenti, così come la loro responsabilità nell’aumento globale dei prezzi degli alimenti, sono rimasti fuori dal documento”. Posizioni condivise anche da Ecuador, Nicaragua e Bolivia.
Da misna.org

