ARTICOLI : 2009

FRANCIA. ARMI IN ANGOLA: CONDANNE AL CARCERE PER IMPUTATI ECCELLENTI

Uomini politici e altre personalità di rilievo sono stati condannati oggi in relazione all’“Angolagate”, lo scandalo legato alla vendita di armi all’Angola durante gli anni della guerra civile nel paese africano. Sei anni di prigione e immediata reclusione per il negoziante d’armi francese Pierre Falcone; tre anni di reclusione, di cui due con la condizionale, e una multa di 100.000 euro per l’ex-ministro dell’Interno Charles Pasqua; tre anni di carcere di cui 21 mesi con la condizionale per l’ex-prefetto Jean-Claude Marchiani; due anni con la condizionale e 375.000 euro di multa per Jean-Christophe Mitterrand, figlio dell’ex-presidente francese. La stampa francese riferisce con grande evidenza della condanna per “traffico d’influenza” contro Pasqua, senatore e uomo politico dalla lunga carriera nelle file della destra che, assente in aula, farà probabilmente appello. All’elenco delle condanne vanno aggiunte quella dell’uomo d’affari russo Arkadij Gajdamak, latitante, a sei anni di carcere, quella dello scrittore Paul-Loup Sulitzer a 15 mesi di reclusione con la condizionale e 100.000 euro di multa, e quella dell’avvocato Alain Guilloux a tre anni di carcere, di cui due con la condizionale, e 500.000 euro di multa. Scagionati invece l’ex-consigliere del presidente François Mitterrand Jacques Attali e il magistrato Georges Fenech. Il principale imputato, Falcone, è accusato di aver venduto tra il 1993 e il 1998 armi di provenienza sovietica tramite la società Sofremi, dipendente del ministero dell’Interno allora guidato da Pasqua. Il figlio di Mitterand, scagionato dall’accusa di traffico di armi, è stato invece riconosciuto colpevole per aver messo i venditori in contatto con il governo di Luanda in cambio di “ricompense”. Per il momento non ci sono reazioni sulla stampa angolana.

Da misna.org