L'UNDP ha pubblicato il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2009
Permettere la migrazione – sia all’interno che fra le nazioni – ha il potenziale per aumentare la libertà delle persone e per migliorare le esistenze di milioni di esseri umani in tutto il mondo, secondo il Rapporto sullo sviluppo umano 2009.
Viviamo in un mondo ad alto tasso di mobilità, nel quale la migrazione è non soltanto inevitabile, ma rappresenta anche un’importante dimensione dello sviluppo umano. Quasi un miliardo di persone – una su sette – sono migranti. Il Rapporto, Overcoming barriers: Human mobility and development, dimostra che la migrazione può arricchire lo sviluppo umano per le persone che si spostano, per le comunità di destinazione e per quelli che rimangono nel loro paese.
“La migrazione può essere una forza positiva, contribuendo in modo significativo allo sviluppo umano,” afferma Helen Clark, Amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (United Nations Development Programme - UNDP). “Ma perché essa apporti i suoi benefici, ci deve essere un ambiente politico a sostegno, come suggerisce questo Rapporto.”
In effetti, la migrazione può aumentare le prospettive di reddito, salute e istruzione di una persona. Ancor più importante, essere in grado di decidere dove vivere costituisce un elemento chiave per la libertà umana, secondo il Rapporto, che sostiene inoltre come enormi progressi nello sviluppo umano possano essere raggiunti riducendo le barriere e altri vincoli al movimento e migliorando le politiche nei confronti di quanti si spostano.
Tuttavia, la migrazione non sempre porta con sé benefici. La misura in cui le persone possono trarre vantaggio dalla migrazione dipende largamente dalle condizioni in base alla quale esse si muovono. Gli esborsi finanziari possono essere relativamente elevati, mentre, inevitabilmente, spostarsi comporta incertezza e separazione dalla famiglia. I poveri sono spesso vincolati dalla mancanza di risorse, informazione e barriere nelle loro nuove comunità e nazioni ospitanti. Per troppe persone spostarsi è conseguenza obbligata di conflitti, disastri naturali o gravi sofferenze economiche. Alcune donne finiscono in reti di trafficanti, perdono importanti libertà e soffrono danni fisici.
Quello di quest’anno è l’ultimo di una serie di Rapporti sullo sviluppo umano, che puntano a inquadrare il dibattito relativo ad alcune delle sfide più pressanti che l’umanità ha di fronte, dal cambiamento climatico ai diritti umani. Si tratta di una pubblicazione indipendente commissionata dall’UNDP. Jeni Klugman è l’autore principale del Rapporto 2009.
Sfidare le interpretazioni errate
I risultati di questo Rapporto gettano nuova luce su alcuni luoghi comuni errati. La maggior parte dei migranti non attraversa i confini nazionali, ma al contrario si sposta all’interno del proprio paese: 740 milioni di persone sono migranti interni, all’incirca quattro volte il numero dei migranti internazionali. Fra i migranti internazionali, meno del 30 percento si muove dai paesi in via di sviluppo verso quelli industrializzati. Per esempio, solamente il 3 percento degli africani non vive nel proprio paese di origine.
Contrariamente a quanto viene comunemente ritenuto, tipicamente i migranti spingono la produzione economica e danno più di quanto prendano. Indagini approfondite dimostrano che l’immigrazione generalmente incrementa l’occupazione nelle comunità ospiti, non esclude i locali dal mercato del lavoro e migliora i tassi di investimento nelle nuove attività e iniziative economiche. Complessivamente, l’impatto dei migranti sulle finanze pubbliche – tanto nazionali che locali – è relativamente piccolo, mentre esistono numerose prove di guadagni in altre aree quali la diversità sociale e la capacità di innovazione.
Gli autori dimostrano che i vantaggi per le persone che emigrano possono essere enormi. La ricerca ha scoperto che i migranti provenienti dalle nazioni più povere, in media, dopo essersi spostate in un paese sviluppato sperimentano in incremento del reddito pari a 15 volte, un raddoppio dei tassi di iscrizione alla scuola e una diminuzione della mortalità infantile pari a 16 volte.
Legami con lo sviluppo
Per le nazioni di origine dei migranti, il Rapporto avverte che la migrazione non è un sostituto dello sviluppo. Tuttavia, la mobilità spesso porta nuove idee, conoscenze e risorse – ai migranti e ai paesi di origine – che possono integrare e persino migliorare lo sviluppo umano ed economico. In molte nazioni, le rimesse dei migranti superano gli aiuti allo sviluppo.
I guadagni dei migranti vengono spesso condivisi con le loro famiglie e con le comunità di origine. In molti casi questo avviene sotto forma monetaria – rimesse – ma le famiglie dei migranti possono trarne benefici anche in altri modi. Queste “rimesse sociali”, come vengono chiamate, includono una diminuzione nei tassi di fertilità, tassi di iscrizione alle scuole più elevati e l’emancipazione delle donne.
Il Rapporto sostiene inoltre che l’esodo di lavoratori altamente specializzati quali medici, infermiere e insegnanti – una grave preoccupazione per un gran numero di paesi in via di sviluppo che assistono alla perdita di questi professionisti – sia più un sintomo che la causa di sistemi pubblici in fallimento.
Laddove sia inquadrata in più ampie strategie nazionali per lo sviluppo, la migrazione integra più vasti sforzi locali e nazionali per ridurre la povertà e accrescere lo sviluppo sociale ed economico.
Taking down barriers
Overcoming barriers presenta un pacchetto di riforme fondamentali, sei “pilastri” che chiedono di:
* aprire i canali di ingresso esistenti a un maggior numero di lavoratori, specialmente a quelli con basse qualifiche;
* garantire i diritti umani fondamentali dei migranti, in particolare l’accesso all’istruzione e ai servizi sanitari, e assicurare la protezione dei lavoratori;
* ridurre i costi di transazione legati alla migrazione;
* trovare soluzioni collaborative che vadano a beneficio tanto delle comunità di destinazione, quanto dei migranti; e
* aggiungere la migrazione nelle componenti delle strategie di sviluppo nelle nazioni di origine.
In termini di migrazione internazionale, il Rapporto non è a favore di una liberalizzazione su larga scala, dal momento che gli abitanti delle località di destinazione hanno il diritto di regolare le proprie società; tuttavia esso sostiene che vi siano valide ragioni per incrementare l’accesso in settori con un’elevata richiesta di forza lavoro, inclusa quella non specializzata. Ciò è particolarmente importante per le nazioni sviluppate, in quanto le loro popolazioni stanno invecchiando – e questo fatto potrebbe accrescere la richiesta di lavoratori migranti.
Agevolare l’accesso e diminuire il costo dei documenti ufficiali sono altri passi importanti verso un abbassamento delle barriere alla migrazione legale. Razionalizzare questi “muri di carta” contribuirà a contrastare il flusso di migranti irregolari, asserisce il Rapporto, dal momento che le persone troveranno più semplice e meno costoso utilizzare i canali legali.
Overcoming barriers fa inoltre appello ai paesi riceventi affinché assumano misure per porre fine alla discriminazione nei confronti dei migranti. Il Rapporto evidenzia l’importanza di affrontare le preoccupazioni dei residenti locali e di aumentare la conoscenza dei diritti dei migranti, oltre a lavorare con datori di lavoro, sindacati e gruppi di comunità per combattere la xenofobia.
Nonostante i casi di intolleranza, la ricerca commissionata dall’UNDP per il Rapporto dimostra che le persone nei paesi di destinazione sono generalmente favorevoli a ulteriore immigrazione laddove vi siano posti di lavoro disponibili, e apprezza i vantaggi – economici, sociali e culturali – che una maggiore diversità può portare.
Tempo di agire
La recessione globale è rapidamente diventata una crisi lavorativa, e una crisi lavorativa è generalmente una brutta notizia per i migranti. In molte aree, il numero di nuovi migranti è diminuito, mentre alcuni paesi di destinazione stanno assumendo provvedimenti per incoraggiare od obbligare i migranti a partire. Ma ora è il tempo di agire, afferma il Rapporto.
“La recessione dovrebbe essere utilizzata come un’opportunità per creare un new deal per i migranti – che beneficerà i lavoratori in patria e all’estero tenendo al tempo stesso a freno una reazione protezionista,” afferma Klugman. “Con la ripresa, molte di quelle tendenze che sono alla base delle migrazioni e le hanno guidate nel corso del mezzo secolo passato torneranno a emergere, spingendo un maggior numero di persone a muoversi.”
Le persone vogliono spostarsi, e così Overcoming barriers fornisce gli strumenti per gestire in modo migliore l’inevitabile mobilità umana, tracciando principi e linee guida per le destinazioni tradizionali di immigrazione, come gli Stati Uniti e l’Europa, e per i nuovi attrattori, come Costa Rica, Marocco e Tailandia. Il pacchetto di riforme avanzato in Overcoming barriers fa affidamento su una valutazione realistica delle condizioni economiche e sociali, dell’accettazione dell’opinione pubblica e di altri vincoli politici, osserva il Rapporto. Ma, con il coraggio politico, esse sono tutte realizzabili.
Indice di sviluppo umano (Human Development Index – HDI)
Come di consueto il Rapporto 2009 sullo sviluppo umano aggiorna anche l’Indice di sviluppo umano (Isu), un indicatore sintetico del benessere delle persone, che combina dati quali aspettativa di vita, alfabetizzazione, iscrizioni scolastiche e Pil pro capite. Esso dimostra che, nonostante i progressi compiuti in numerose aree negli ultimi 25 anni, le disparità nel benessere delle persone nelle nazioni ricche e povere continuano a essere inaccettabilmente ampie.
L’indice di sviluppo umano di quest’anno è stato calcolato per 182 nazioni e territori – la copertura maggiore mai registrata. Le elaborazioni, che si basano sui dati disponibili più recenti compilati dall’ONU e da altri partner internazionali, sono basate su dati del 2007.
Leggi il Rapporto.
Per avere maggiori informazioni sugli ultimi HDI potete visitare il sito: www.hdr.undp.org
A PROPOSITO DI QUESTO RAPPORTO: Il Rapporto sullo sviluppo umano offre ogni anno un quadro del dibattito in corso su alcune delle sfide più pressanti per l’umanità. È un rapporto indipendente commissionato dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (undp). Jeni Klugman è il principale autore del Rapporto 2009.
A PROPOSITO DELL’UNDP: L’undp è la rete globale dell’Onu che si ripropone di aiutare le persone a soddisfare le proprie necessità di sviluppo e costruire una vita migliore. Siamo presenti sul campo in 166 paesi, lavorando con loro a trovare le proprie soluzioni ai problemi dello sviluppo globale e nazionale. Per ulteriori informazioni, si veda www.undp.org
da onuitalia.it

