ARTICOLI : 2009

ONU 2/10/2009 20.31 DAL ‘SANKÉ MON’ AL TANGO, IL PATRIMONIO IMMATERIALE UNESCO

Le tradizioni dei Mijikenda nelle foreste sacre del Kenya, la maschera nigeriana di Ijele, il rito della pesca collettiva del ‘Sanké mon’ e restauro del tetto dell’edificio del Kamablon in Mali: sono le pratiche tradizionali del continente africano iscritte al patrimonio immateriale dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) dall’apposito comitato intergovernativo riunito a Abu Dhabi, negli Emirati Arabi. Misure urgenti di salvaguardia sono state sollecitate dagli esperti per proteggere le abitazioni fortificate nelle foreste Kaya (lungo 200 chilometri di coste in Kenya) che custodiscono l’identità delle comunità Mijikenda, di etnia bantu, dove svolgevano le loro pratiche religiose e culturali prima di trasferirsi in alloggi moderni. A rischio anche la pratica del ‘Sanké mon’, a Ségou (centro del Mali), un rito che unisce pesca collettiva e danze in abiti tradizionali per celebrare la fondazione della città e l’inizio della stagione delle piogge. Il restauro del tetto di paglia della casa sacra di Kangaba – chiamata Kamablon – che avviene ogni sette anni nella regione del Mandén (Mali sud-occidentale) è un’altra tradizione da salvaguardare per l’Unesco così come la maschera gigante di Ijele, nel sud-est della Nigeria, utilizzata in numerose manifestazioni per chiedere fertilità e buoni raccolti. Altro continente, altri tesori: il tango – il ballo emblematico dell’Argentina e dell’ Uruguay; il carnevale colombiano dei ‘Negros y blancos’ celebrato tra Dicembre e Gennaio a San Juan de Pasto (sud-ovest); le processioni della Settimana Santa nella cittadina colombiana di Popayán; la cerimonia rituale degli ‘uomini volanti’ del popolo Totonac in Messico e in America centrale per invocare la fertilità e in segno di armonia con la natura; le pratiche sacre e le tradizioni del popolo Otomí-Chichimeca, nella zone semi-desertica di Querétaro (Messico centrale) e infine gli incontri tra gruppi di origine africana stabiliti a sud di Montevideo (Uruguay) che si radunano al suono di tamburi (i ‘candombe’) la domenica e i giorni festivi. Dall’Asia, tra gli altri, l’Unesco elegge patrimonio mondiale immateriale i balli del popolo tradizionale Ainu in Giappone, il festival religioso e teatrale del ‘Ramman’ in India, il tessuto ‘batik’ indonesiano, i canti popolari ‘Quan Ho’ in Vietnam e diversi riti coreani legati alla cultura locale e al buddhismo.

Da misna.org