ARTICOLI : 2009

"SULL’ AFRICA CI GIOCHIAMO TUTTO!": UN RESOCONTO D'AUTORE SUL CONVEGNO PER IL SINODO AFRICANO

Per il convegno sull’Africa svoltosi a Roma Venerdì 1° Ottobre - promosso dal mondo missionario italiano e altri organismi di stampa cattolica e di volontariato nel contesto del II Sinodo africano (4-25 ottobre) - alla MISNA è giunto il seguente "resoconto d'autore" a firma di padre Alex Zanotelli:

"I partecipanti al convegno hanno, prima di tutto, ascoltato gli africani che hanno condiviso con noi il loro ’sentire’, i loro desiderata e quello che si aspettano dal Sinodo. Un ascolto attento e umile di quello che l’Africa ci vuol dire oggi attraverso i suoi figli: il parlamentare J. L. Touadi , il sacerdote nigeriano G.Onah, e la comboniana eritrea E. Kidané. La loro è stata una parola forte, di parte. “Certe cose si possono veder bene solo da chi ha gli occhi pieni di lacrime, amava dire il Romero d’ Africa, mons. C. Munzihirwa ( arcivescovo di Bukavu- Congo), ucciso come un cane nel 1996 per le sue chiare prese di posizione durante la guerra del Congo. Lo abbiamo ricordato , insieme ai vescovi martiri uccisi quell’anno, mons. Ruhuna (Burundi) ucciso per essersi schierato contro la violenza etnica e mons. Pierre Claverie, il vescovo dei musulmani , ucciso a Orane ( Algeria). I relatori africani hanno ricordato che l’Africa chiedeva un Concilio ( in particolare il cardinale Malula di Kinshasa ), facendo memoria con commozione dei loro ‘teologi delle catacombe’ ( non invitati al I Sinodo africano del 1994) : M. Hebga, il martire E.Mveng (1995) e J. M. Ela, l’ispiratore della teologia africana della liberazione. Questi grandi maestri, non ammessi al I Sinodo, a che vengono ora invocati come ‘spiriti propiziatori’ per il II Sinodo, fondamentale perché avvenga un vero incontro tra l’africano e il Cristo. Infatti tutti i relatori sono ritornati nel fatto del ‘ mancato’ incontro tra Gesù ( avvolto in vesti europee coloniali) e l’africano schiavizzato,colonizzato, alienato …C’è bisogno di un vero incontro fra i due perché possa nascere una Chiesa vera che possa poi esprimersi con una sua teologia, una sua liturgia, un suo diritto canonico… ma soprattutto -ci ricorda J. Marc Ela- una Chiesa capace di legare fede e vita in tutti i campi. C’è bisogno di una tale Chiesa nel fallimento attuale dell’Africa . E tutti hanno sottolineato il fallimento economico ( il continente più ricco per risorse naturali, rappresenta solo l’1% del Pil mondiale), il fallimento dei processi democratici e delle spinte per la giustizia sociale, dei processi di pace ( c’è una spaventosa militarizzazione in alto). E ancora più grave è la marginalizzazione dell’Africa ( J. Marc Ela parla di clochardization! ). Gli uomini e le donne dell’Africa non contano, sono in più, non servono al mercato. E’ questo quello che crea la rabbia che cova nei cuori dei giovani profondamente delusi . “Noi uomini di Chiesa- ha detto padre Onah - stiamo tentando di contenere questa rabbia, ma fino a quando potremo farlo? La voce più radicale, più violenta di coloro che sono decisi ad assaltare il mondo ricco potrebbe avere il sopravvento. Chi non ha nulla da perdere è deciso a tutto!” Se il mondo ricco non vuole aiutare l’Africa per ragioni umanitarie, lo faccia almeno per il proprio interesse. E’ questo il titolo: ” Our Common Interest “(Nostro interesse comune) del Rapporto sull’Africa per il governo Blair in occasione del vertice G8 di Glen Eagles. Davanti ad una situazione così difficile , dove trovare la Speranza? I relatori africani hanno insistito che proprio per la tragica situazione dell’Africa, dovremmo smetterla con la logica degli aiuti ( Touadi ha chiesto di nuovo la moratoria degli aiuti) e di impegnarsi invece ad aiutare l’Africa a partorire la ‘Speranza.’ C’è bisogno di un’Epifania della Speranza. Gli africani la colgono come già in azione :

a)nei “Nuclei di resistenza e di innovazione”, presenti nelle piccole “comunità cristiane viventi” o di base , o nei gruppi impegnati per la giustizia o nella costruzione della pace. E’ dal basso che nasce la Speranza;

b)nelle Commissioni di verità e Riconciliazione , che hanno lavorato in Sudafrica, Sierra Leone e altre nazioni che costituiscono una grande Speranza, pur tra le tante deficienze per le società dilaniate d’Africa. E questo lavoro viene fatto anche all’interno di tante comunità cristiane. Solo una Chiesa capace di fare pace al suo interno, può proporsi come strumento di pace a servizio di società dilaniate. E’ questo, secondo il Vangelo, uno dei compiti fondamentali della Chiesa . E suor Caffi, saveriana , che opera in Congo (quella guerra è costata la vita a 4 milioni circa di congolesi!), straziata dal dolore, si è lasciata sfuggire :” Muoia anche la Chiesa, se non fa questo!” La Chiesa è chiamata non solo a guarire le persone, ma anche le nazioni (è questo il compito fondamentale della missione in Africa.)

c)nello sforzo in atto, in tante parti dell’Africa, per ritrovare i propri valori, la propria anima, il senso della comunità, della danza, della festa, dell’essere “con”: quell’”io sono perché siamo”, che il vescovo anglicano Desmond Tutu, chiama “ubuntu”, cioè un essere umano è tale con, da e per gli altri esseri umani;

d)nella forza vitale della donna africana.In un appello carico di pathos, la comboniana eritrea Kidané ha esordito dicendo:”Rifiutiamo come donne africane di essere le madri di figli buttati nel Mare Nostrum per essere cibo dei pesci. Rifiutiamo di essere le madri di figli costretti ad essere soldati-bambini, o massacrati in guerre infinite…” La donna in Africa, così carica di vita, ha un ruolo per la salvaguardia dell’Africa Madre, di dare vita e vita in abbondanza per tutti. “Siamo più della metà dei fedeli - ha esclamato suor Elisa Kidane – e la Chiesa non lo sa! La donna può avere un ruolo enorme, in tutti i campi, nella società e nella Chiesa, sempre per la vita” Ed ha aggiunto:” Le sacrestie ci stanno strette.”

E’ questa missione per la vita, e vita piena, che è ritornata con forza negli interventi dei relatori africani. “Ci sembra che la lotta per la vita nelle Chiese abbia come obiettivo la difesa dell’embrio e il nascente- ha detto Touadi - e la vita fra questi due eventi non interessa?” E viene riferito alle migliaia e migliaia di immigrati che muoiono nel Mediterraneo, diventando cibo per i pesci.”Un cimitero a cielo aperto!”, ha detto Touadi. Ed è sempre Touadi a proporre che una sessione del Sinodo si svolga a Lampedusa, che è diventata la Goreé d’Europa. Se non una sessione, almeno una delegazione di vescovi sinodali africani dovrebbe non lasciarsi sfuggire questa opportunità e far sentire, da una base simbolica come Lampedusa, il grido immenso di sofferenza degli immigrati africani. Ed è proprio su questo tema che la missione ad gentes ”si gioca tutto”. “La missione ad gentes -ha detto con molta forza Touadi- per essere credibile oggi deve incominciare dal prendere seriamente il dramma degli immigrati qui in Italia.”E sia la missione ad gentes come la Chiesa sinodale, potrebbe giocarsi il tutto, su questo grido immenso, su questo nuovo olocausto africano".

Da misna.org