ARTICOLI : 2009

Nessuno assolto per il conflitto tra Georgia e Russia

Secondo il rapporto degli esperti Ue Tbilisi attaccò ma Mosca reagì in modo esagerato

    Bruxelles, 1. La Georgia ha attaccato per la sua regione secessionista dell'Ossezia del Sud, la Russia ha esagerato nella risposta, il conto lo hanno pagato i civili e alla fine nessuno ha vinto:  questo dice, in sintesi, il rapporto sulla guerra dell'agosto 2008 realizzato per conto dell'Unione europea da un gruppo di esperti guidati dal diplomatico svizzero, Heidi Tagliavini.
    Il rapporto ha sollevato valutazioni positive tanto a Mosca quanto a Tbilisi. Per Vladimir Chizhov, ambasciatore russo presso l'Ue, si tratta di un lavoro superbo che "conferma in modo inequivocabile che a scatenare la guerra è stata la Georgia". Per il suo collega georgiano Salome Samadashvili il testo prova invece che "la Georgia è stata vittima dell'invasione di un altro Paese in violazione del diritto internazionale. Il conflitto - ha affermato ancora Samadashvili - non è cominciato il 7 agosto, i primi colpi sono stati sparati vent'anni fa".
    Gli esperti dell'Ue nel rapporto, pur riconoscendo un "crescendo di tensioni, incidenti e provocazioni da entrambi i lati", nei mesi e settimane precedenti la guerra, affermano chiaramente che le ostilità sono iniziate nella notte tra il 7 e l'8 agosto 2008 da parte georgiana con "un massiccio attacco di artiglieria" contro la capitale dell'Ossezia del Sud, Tskhinvali. Un attacco considerato "ingiustificabile secondo il diritto internazionale". Poi è venuta la reazione russa, valutata dagli esperti dell'Ue come sproporzionata, soprattutto nella seconda fase, quella degli attacchi a obiettivi in territorio georgiano. Anche in questo caso si è trattato di "un'azione militare condotta in violazione del diritto internazionale".
    A pagare sono stati i civili, vittime di "violazioni del diritto umanitario internazionale" realizzate da entrambe le parti. Ma a pagare di più sono stati gli abitanti dei villaggi georgiani nell'Ossezia del Sud e della zona cuscinetto creata dai russi al termine delle ostilità. Il rapporto afferma infatti che non ci sono prove certe di genocidio da parte della Georgia sulla popolazione osseta, mentre riconosce operazioni di "pulizia etnica" da parte delle milizie dell'Ossezia del Sud e di gruppi di paramilitari sui villaggi georgiani della provincia secessionista.
    Si tratta di "attacchi indiscriminati, trattamenti degradanti, assalti, prese di ostaggi e arresti arbitrari" realizzati "anche dopo il cessate il fuoco" mentre le forze russe non bloccavano l'azione dei miliziani. Infine la questione spinosa della secessione. Secondo il rapporto, Ossezia del Sud e Abkhazia "non hanno diritto" all'autodeterminazione e pertanto il loro riconoscimento, realizzato al momento solo da Russia, Nicaragua e Venezuela, è contrario alle norme internazionali. "Bisogna sottolineare che non ci sono stati vincitori in questo conflitto. Tutti hanno perso", si legge alla fine del rapporto.
    Secondo il ministro della Reintegrazione georgiano, Temur Icabashvili, il rapporto dell'Ue non accusa Tbilisi di avere iniziato le ostilità. "Non potete trovare una sola parola in questo rapporto che dica che è stata la Georgia a iniziare la guerra", ha affermato il ministro che ha l'incarico di occuparsi dei territori separatisti dell'Abkhazia e dell'Ossezia. "Il rapporto è nell'insieme soddisfacente... la maggior parte delle conclusioni sono giuste".
    In una nota diramata successivamente il ministero degli Esteri russo sostiene invece che il rapporto dell'Ue accusa chiaramente Tbilisi per aver cominciato lo scontro nell'agosto 2008. Il ministero degli Esteri russo sostiene che il rapporto degli esperti considera la Georgia "colpevole di aver avviato l'aggressione". La dichiarazione difende il comportamento della Russia durante il conflitto e respinge le accuse del rapporto Ue di un uso sproporzionato della forza da parte di Mosca.
    Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno commentato prudentemente il rapporto degli esperti Ue sul conflitto del 2008 tra russi e georgiani affermando di "volersi concentrare sul futuro".

da osservatoreromano.va