VERTICE FAO (II): impegni al condizionale e vaghezza nella dichiarazione finale
Nella sezione dedicata alle “misure a medio e lungo termine”, si scopre, tra l’altro, “l’acqua calda”: “L'attuale crisi ha messo in evidenza la fragilità dei sistemi alimentari in tutto il mondo e la loro vulnerabilità di fronte alle crisi. (...) E' essenziale combinare misure a medio e lungo termine" e perciò "Esortiamo i governi nazionali, tutti gli istituti finanziari, i donatori e l'intera comunità internazionale a cogliere appieno un quadro di politica di sostegno ai poveri nelle zone rurali, sub-urbane, urbane e per i mezzi di sostegno nei paesi in via di sviluppo e per aumentare gli investimenti in agricoltura". Altra “scoperta” è la seguente: “La conservazione della biodiversità è fondamentale per sostenere la produzione futura e la resistenza degli attuali sistemi di produzione alimentare” che vengono poi elencati, assegnando “la priorità all'agricoltura, la silvicoltura e la pesca, al fine di creare opportunità per consentire ai piccoli agricoltori e pescatori di partecipare e beneficiare, attraverso meccanismi finanziari e flussi di investimento a sostegno dell'adattamento, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, con lo sviluppo tecnologico… E' urgente che la comunità internazionale, compreso il settore privato, incrementino gli investimenti nella scienza e nella tecnologia per l'alimentazione e l'agricoltura. Un maggiore impegno nella cooperazione internazionale deve essere orientato alla ricerca, allo sviluppo, all'applicazione, al trasferimento e alla diffusione delle migliori strategie e tecnologie politiche”. Valeva poi certamente la pena di faraoinico megaincontro internazionale 500 delegati da 183 paesi - per poter scrivere: “Incoraggiamo la comunità internazionale a proseguire i suoi sforzi, nel quadro della liberalizzazione del commercio in agricoltura, riducendo le barriere commerciali e le distorsioni di mercato politiche. Affrontare queste misure potrà dare agli agricoltori, in particolare nei paesi in via di sviluppo, nuove opportunità di vendere i loro prodotti sui mercati mondiali e sostenere i loro sforzi per aumentare la produttività e la produzione". Sui controversi bio-carburanti si afferma: “E' essenziale per affrontare le sfide e le opportunità derivanti dai biocarburanti, tenendo conto della sicurezza alimentare mondiale, dell'energia e dello sviluppo sostenibile. Noi siamo convinti che studi approfonditi sono necessari per garantire che la produzione e l'uso di biocarburanti sia in accordo con i tre pilastri dello sviluppo sostenibile e che tenga conto della necessità di ottenere e mantenere la sicurezza alimentare mondiale”. Ormai insperato giunge un fugace riferimento alla società civile: “Chiediamo che alla Fao, in stretta collaborazione con Pam e Ifad e altre organizzazioni internazionali pertinenti, compresi quelli che partecipano alla task force ad alto livello sulla crisi alimentare globale e in collaborazione con i governi, la società civile e il settore privato, di monitorare e di analizzare la sicurezza alimentare mondiale in tutte le sue dimensioni compresi quelli che rientrano in questa Conferenza e lo sviluppo di strategie per migliorarla". Per concludere: "Siamo convinti di voler utilizzare tutti i mezzi per alleviare le sofferenze causate dalla crisi attuale, al fine di stimolare la produzione alimentare e di aumentate gli investimenti nel settore agricolo, per affrontare gli ostacoli di accesso al cibo e di utilizzare le risorse sostenibili del pianeta per le generazioni presenti e future. Ci impegniamo ad eliminare la fame e garantire cibo per tutti oggi e nel futuro".
Da misna.org

