Pakistan. Proteste della comunità cristiana dopo una misteriosa morte in cella
Un’inchiesta sulle circostanze della morte di Fanish Masih, 20 anni, noto anche come Robert, - il cui cadavere, impiccato, è stato scoperto ieri in una cella del carcere di Sialkot (nordest della provincia del Punjab) - è stata ordinata dal ministro per le Minoranza Shahbaz Bhatti; nel riferirlo, organi di stampa aggiungono che il risultato delle indagini sarà reso pubblico. Il giovane, di fede cristiana, era stato arrestato Sabato dalla polizia del villaggio di Jatheki con l’accusa di blasfemia – che in Pakistan può comportare la pena di morte - per aver gettato un capitolo del Corano in uno scarico. Secondo il direttore del carcere, Masih, posto in cella di isolamento, si è suicidato impiccandosi alle sbarre con una corda utilizzata per reggere i pantaloni; tre guardie carcerarie sono state sospese per negligenza. La notizia della morte del ragazzo ha sollevato l’ira della comunità cristiana locale che – attribuendo il decesso a torture – in occasione dei funerali ha protestato nelle strade di Sialkot, prendendo a sassate la polizia, bruciando copertoni e rompendo vetrine di negozi; tensione senza incidenti anche nelle vicine Daska, Sambrial e Pasrur. Il mese scorso, otto vittime vennero causate da scontri tra radicali islamici e la comunità cristiana dopo un altro presunto caso di oltraggio al Corano. Sui 175 milioni di abitanti del Pakistan, soltanto il cinque per cento non è di fede musulmana.
Da misna.org

