ARTICOLI : 2009

RIBELLI UGANDESI: MILITARI DI KAMPALA ENTRANO IN CENTRAFRICA

L’esercito ugandese è stato autorizzato a entrare nella Repubblica Centrafricana per inseguire i ribelli dell’Esercito di resistenza del signore (Lra), storico gruppo ribelle ugandese guidato da Joseph Kony, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità. “Il Centrafrica ci ha concesso di operare nel suo territorio a caccia dei ribelli. I nostri uomini sono al lavoro sul posto” ha detto il colonnello dell’esercito ugandese Felix Kulayigye, citato dal quotidiano di Kampala New Vision. Negli ultimi mesi l’esercito ugandese ha operato nella Repubblica Democratica del Congo, in particolare nella regione del parco della Garamba, dove soprattutto l'anno scorso i combattenti dell’Lra hanno commesso diversi massacri di civili. Impegnato in Uganda un processo di pace mai concluso, il gruppo armato o buona parte di esso ha lasciato il paese per nascondersi nelle foreste congolesi e si sarebbe spostato anche in Centrafrica.

RIBELLI UGANDESI (2): UNA VOCE MISSIONARIA DAL CONGO

Desta grande preoccupazione la situazione dei civili nella regione del Haut-Uélé (Provincia orientale), vittime nell’ultimo anno di numerosi attacchi dei ribelli ugandesi dell’Esercito di resistenza del signore (Lra). “La gente è davvero scoraggiata, sia per le perdite in vite umane che per il clima di costante insicurezza alimentato dai ribelli” dice alla MISNA padre Eliseo Tacchella, provinciale dei missionari comboniani nel paese, di ritorno da una visita nella zona. “I villaggi - continua padre Tacchella - stanno scomparendo: attorno alla missione di Dungu sono diminuiti da 25 a cinque; quelli attorno alla missione di Duru sono passati da 50 a sette. Nell’aera si stima che oltre il 70% dei villaggi è sparito, abbandonato o distrutto, mentre la popolazione nei centri urbani è aumentata in modo spropositato: Doruma è passata da 6000 a 30.000 abitanti, Dungu da 30.000 a oltre 60.000, con le difficoltà che ne conseguono sia per i residenti che per gli sfollati”. Il provinciale dei comboniani ha raccolto alcune testimonianze di sopravissuti ai massacri: intere famiglie uccise, ragazze stuprate, beni saccheggiati e decine di persone rapite per trasportare il bottino o essere ridotti a servire i capi dei combattenti; i ragazzi tra 12 e 18 anni sono drogati e costretti a combattere e a tutti, si dice, viene insegnata la lingua acholi, quella parlata nel nord dell’Uganda dove per quasi 20 anni lo Lra ha seminato il terrore tra la popolazione. Alcune organizzazioni umanitarie sono arrivate nel Haut-Uélé per offrire assistenza in questa zona remota e di difficile accesso. “È una cosa buona – aggiunge il missionario - ma questo tipo di aiuto puntuale non può essere considerato una soluzione al problema, se non vogliamo fare di questa gente mendicanti a vita. Per paura di attacchi da parte dei ribelli la gente non va a coltivare nei campi e se non può coltivare adesso l’anno prossimo non avrà niente da mangiare”. Da Settembre dell’anno scorso si ritiene che almeno 1300 civili siano stati uccisi dallo Lra, che ha spostato le sue basi dal Nord Uganda al parco della Garamba, nel nord-est del Congo, dove i militari regolari congolesi, pur presenti in massa e appoggiati dalla "Monuc" (missione Onu), non sono riusciti a neutralizzare circa un migliaio di combattenti, suscitando un forte malcontento popolare e molti interrogativi; l’esercito ugandese, autorizzato fino a qualche settimane fa a operare nella regione, sembra essersi dimostrato un po’ più attivo nell’inseguimento dei ribelli. Le ultime notizie su Joseph Kony, capo dello Lra, lo vogliono nella regione di confine tra Congo e Centrafrica, dove l’esercito ugandese ha appena ricevuto mandato di operare.

Da misna.org