SUD DEL MONDO. CAMBIAMENTI CLIMATICI: “RISCHIO ESTREMO” PER I PAESI AFRICANI
Sono l’Africa e l’Asia meridionale le zone del pianeta maggiormente minacciate dai cambiamenti climatici, mentre i principali responsabili dell’inquinamento saranno relativamente protetti dalle sue conseguenze: sono le conclusioni di uno studio condotto su un campione di 166 Paesi dalla Maplecroft, società inglese che si occupa di analizzare i rischi internazionali per il mondo degli affari. Lo studio - che ha preso in esame 32 parametri differenti quali economia, istituzioni e gestione, sviluppo umano e salute, ecosistemi (gestione delle foreste, impatto umano sull’erosione del suolo), sicurezza dell’approvvigionamento delle risorse (acqua, prodotti alimentari, energia) e infine ripartizione della popolazione e infrastrutture – pone ben 22 paesi africani tra i 28 catalogati come “a rischio estremo”. Il documento, prendendo in esame i rischi implicati dalla località geografica del paese, ma anche la capacità delle singole nazioni di rispondere a eventuali emergenze e superarle grazie a denaro, strutture e tecnologie, pone quindi in testa alla classifica dei paesi a rischio i cosiddetti “Stati falliti”: la Somalia per l’Africa, Haiti per l’America Latina l’Afghanistan per l’Asia. In cima a questa classifica della paura figurano quasi la metà dei paesi africani, ma anche alcune zone dell’Asia meridionale (dal Bangladesh allo Sri Lanka, passando per Pakistan e, anche se con indicatori più ottimistici, l’India). Fatta eccezione per Cile e Israele, nella lista dei 41 paesi a “basso rischio” figurano tutti i paesi europei e quelli della Penisola arabica. Gli Stati Uniti e l’Australia – principali responsabili delle emissioni di anidride carbonica tra i paesi sviluppati – figurano tranquillamente tra i 15 paesi con “minor rischio” di subire conseguenze drammatiche dai cambiamenti climatici
Da misna.org

