ARTICOLI : 2009

Venezuela, stop ai giochi pericolosi

Vietata per legge la vendita di videogiochi violenti e di armi giocattolo. Per i trasgressori pesanti multe.

In un Paese come il Venezuela dove la violenza di strada, quella più brutale e pericolosa, è all'ordine del giorno, i legislatori cercano di correre ai ripari iniziando dall'educazione dei giovani.
E lo fanno approvando una legge che vieta la vendita di videogiochi che abbiano come tema principale la guerra, la battaglia, la violenza. Insomma tutto quello che riguarda sparatorie, omicidi scene di violenza e quant'altro.
Non solo. La normativa prevista dal parlamento venezuelano, esclusivamente composto da fedelissimi del presidente Hugo Chavez, considera pericolosi per la crescita e influenti sull'aggressività dei bambini, giocattoli come pistole di plastica o legno e tutti quelli che abbiano contenuto violento. Stop, dunque, alla produzione, distribuzione, importazione, vendita e uso di giochi per pc e console orientati alla guerra.

Più approfondita e politicizzata la spiegazione fornita dai portavoce del partito socialista venezuelano, che ha appoggiato l'idea del Ppt (Patria para Todos) nata per proteggere i più piccoli dalla diffusione della violenza. Secondo il partito il progetto di legge approvato si basa su articoli della costituzione nazionale e fra questi, in particolare, all'articolo 78 che stabilisce che bambini, bambine e adolescenti sono soggetti aventi diritti e per questo devono essere protetti dalla legislazione. "Il progetto è buono" dice il portavoce del Ppt Josè Albornoz, "è importante proteggere la salute mentale dei più giovani", conclude. Inoltre, dai ranghi del Partito Socialista si leva anche uno slogan piuttosto "no global" secondo cui questi giochi sono "una conseguenza del capitalismo selvaggio". E sono previste multe salate per chi non si vorrà attenere alle disposizioni della legge.

Inoltre, la legge prevede che i mezzi di comunicazione dovranno aiutare a diffondere la campagna voluta dal governo.
Il provvedimento, raccontano da Caracas, riguarderà anche tutte le pubblicità che diffondono stili di vita legati alla violenza e alla guerra. Fra i banchi del Ppt intanto si spera che la nuova legge serva a promuove la produzione e l'uso di giochi utili a stimolare la mente dei ragazzi e a inculcare la cultura della pace e il rispetto per la vita, promuovendo lealtà tolleranza e il dialogo fra le persone. Peccato che poi, se si guarda fuori dalla finestra, ci si accorge che il Venezuela è uno dei Paesi più pericolosi del mondo dove la microcriminalità è capace di uccidere per un dollaro Usa. Forse prima dei videogiochi, bisognerebbe proibire ben altro e obbligare i giovani, anche quelli più difficili che hanno alle spalle storie non proprio edificanti, a frequentare la scuola, vero luogo di aggregazione.

Alessandro Grandi

da peacereporter.net