BANGLADESH. RIVOLTA DEI FUCILIERI: PRIMI ARRESTI, TROVATI QUASI TUTTI I DISPERSI
La polizia ha arrestato sei fucilieri del Bangladesh sospettati di aver avuto un ruolo nell’ammutinamento del 25-26 febbraio, incluso il vice-assistente del direttore del corpo paramilitare, Touhidul Alam, sospettato di essere a capo degli ammutinati; lo riferiscono fonti delle forze di sicurezza citate dalla stampa locale. Alam era alla guida della delegazione di rivoltosi che aveva incontrato la primo ministro Sheikh Hasina per chiedere l’amnistia in cambio della consegna delle armi, e avrebbe poi gestito la resa dei soldati. Le forze dell’ordine sono ancora alla ricerca di un migliaio di fucilieri datisi alla fuga. Quasi tutti gli ufficiali che risultavano dispersi, una settantina, e che si temeva fossero stati uccisi, sono stati invece rintracciati ad eccezione di sette di cui ancora non si sa nulla. Secondo un bilancio che resta provvisorio almeno 74 persone sono state uccise durante l’ammutinamento, in grande maggioranza ufficiali. La protesta era nata da rivendicazioni salariali dei soldati e dei sottoufficiali. Oggi ha iniziato i lavori la commissione d’inchiesta creata ad hoc e che ha sette giorni per consegnare un primo rapporto sull’accaduto; anche l’esercito ha avviato un’inchiesta cominciata oggi con il primo sopralluogo nel quartier generale dei Fucilieri del Bangladesh (Bangladesh Rifles- Bdr) a Pikhana, nella periferia di Dhaka, dove ha avuto luogo la rivolta.
Da misna.org

