ARTICOLI : 2008

ITALIA. Appello al governo: "non toccate il diritto d'asilo"

“Le associazioni ed enti di tutela del diritto d’asilo riunite a livello nazionale nel ‘Tavolo Asilo’, facendo seguito alle prese di posizione già espresse dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur/Unhcr), esprimono la propria profonda preoccupazione per le proposte di modifica di alcune norme vigenti in materia di asilo e immigrazione”: lo si legge in un appello rivolto al governo italiano sottoscritto da 13 organizzazioni, tra cui la Caritas Italiana, il Centro Astalli e il Consiglio italiano per i rifugiati . “L’Italia, dove manca tuttora una legge organica sull’asilo, ha appena recepito, con l'emanazione di un decreto legislativo a marzo 2008 un’ importante direttiva dell’Unione Europea colmando così alcune gravi lacune nella sua legislazione” proseguono i firmatari dell’appello esponendo le loro perplessità su tre aspetti in particolare: la proposta secondo la quale se una domanda di asilo viene respinta in prima istanza, il richiedente verrebbe immediatamente espulso e rispedito nel paese da cui è fuggito, anche prima che l’interessato possa presentare ricorso; la proposta di trattenere nei Cpt (centri di permanenza temporanea) i richiedenti che presentano domanda di asilo dopo essere stati “respinti” alla frontiera equiparandoli a tutti gli altri stranieri in attesa di espulsione e trattenendoli eventualmente nei cpt fino a 18 mesi; la proposta di limitare fortemente il diritto alla circolazione dei richiedenti asilo a determinate aree che “oltre a suscitare dubbi sulla sua conformità con le direttive UE – afferma il testo dell’appello al governo - appare del tutto inutile, tenuto conto che già la norma vigente prevede un obbligo di residenza dei richiedenti nei centri di accoglienza e potrebbe creare confusione e disservizi anche nell’organizzazione del sistema di accoglienza”. Nell’appello si chiede quindi al governo italiano di “non procedere a modifiche del D.lgs 25/08, la cui efficacia non è stata neppure ancora sperimentata, provvedendo invece a dare tempestiva emanazione del regolamento di attuazione del decreto, ferma restando la possibilità che possano essere successivamente adottate precise e circostanziate misure integrative e correttive sulla base di quanto emergerà concretamente dall’implementazione del testo vigente”.

Da misna.org