NATALE: MIGRANTES, “PERDURA LA STRAGE DEGLI INNOCENTI”
E’ dedicato ai bambini l’editoriale del numero di Natale dell’agenzia settimanale della Fondazione Migrantes “Migranti-press” – in uscita oggi - ed ha come titolo “Natale 2008: perdura la strage degli innocenti”. Un titolo che può “distornare lo sguardo dal Bambino di Betlemme che anche per il 2008 è protagonista del vero Natale, almeno per quanti non hanno ancora visto spegnersi dentro di sé, sotto la raffica impetuosa del secolarismo e del materialismo consumista, quella fiammella, magari fumigante, della fede. Ma è proprio questa fede che fa volgere lo sguardo a quello scenario di dolore e di morte di tanti innocenti, che anche quest’anno fa da contorno al presepio”. “Purtroppo – scrive l’agenzia - sembra posizione retrograda denunciare e piangere la strage di quei milioni di innocenti eliminati già nel seno della madre o nei laboratori di sperimentazione genetica o, la parola sembra una beffa, eugenetica”. Ed anche tanti bambini che nascono, pensiamo all’Africa sub-sahariana, “non vedono la luce sotto buona stella: bambini soldato, bambini trafficati, bambine dell’est asiatico esposte al soldo dei ricercatori di sesso del nostro occidente”.
“Eppure questi possono considerarsi casi particolari – prosegue la nota - benché non eccezionali, a confronto di quella triste sequenza di cifre e percentuali non ipotizzate a tavolino, ma elaborate dai più accreditati organismi internazionali”, relative ai milioni di bambini sradicati dalla loro terra e spesso dalla loro stessa famiglia. E poi ancora i bambini che viaggiano nelle carrette del mare che approdano sulle nostre coste, “quando non si inabissano nel mare; altri bambini, magari con qualche anno in più, che si avventurano anche da soli nell’attraversare il mare o la frontiera; sono minoranza quelli che usufruiscono di una qualche assistenza quali ‘minori non accompagnati’, tanti altri tentano un futuro ignoto, se un futuro ci sarà”. Per loro – conclude l’agenzia della Migrantes –“ non incombe minacciosa la spada di Erode, ma c’è verso di loro ancora tanta incuranza e insensibilità, talora anche tanta ferocia. Renderci consapevoli di questo e creare sensibilità attorno a noi è già qualcosa, rimboccare le maniche e mobilitarci per qualche caso che conosciamo è molto di più; è certamente un grande omaggio al Bambino di Betlemme”.
da agensir.it

