EL SALVADOR. ARCIVESCOVO DI SAN SALVADOR CONTRO LO SFRUTTAMENTO MINERARIO
“Lo sfruttamento minerario è molto pericoloso per il paese, questa attività richiede grandi quantità di prodotti velenosi come il cianuro che impregnano la terra e contaminano le acque”. Al termine della messa domenicale nella cattedrale della capitale, monsignor Fernando Sáenz, arcivescovo di San Salvador e presidente della Conferenza episcopale, ha criticato l’espansione delle attività minerarie, ricordando le “gravissime conseguenze” che ha portato fin dall’inizio del secolo scorso nella regione orientale del Salvador dove il 90% delle patologie renali documentate tra la popolazione sono attribuite alla contaminazione da cianuro. “Non si può - ha aggiunto l’arcivescovo - rischiare la salute delle persone per il vantaggio di chi sfrutta le miniere. E’ previsto che il 97% degli introiti delle aziende minerarie finisca all’estero e il 3% resti nel paese, ma il cianuro rimane per il 100% nella nostra terra”. Secondo una recente inchiesta del quotidiano ‘Diario Co Latino’, presso i centri sanitari del dipartimento settentrionale di San Miguel si contano con scadenza quasi quotidiana casi di insufficienza renale a carico di pazienti provenienti dal nord-est dove persiste la contaminazione da sostanze tossiche e metalli pesanti provocata da una prolungata attività mineraria; due studi effettuati dall’Università di El Salvador e dal Centro di ricerca sull'investimento e il commercio (Ceicom) hanno inoltre constatato che una decina di fiumi del nordest del paese sono contaminati da cianuro, mercurio, cadmio, e altre sostanze nocive. Con una superficie di poco più di 20.000 chilometri quadrati e 5,8 milioni di abitanti – di cui il 30% vive in condizioni di povertà - il Salvador conta attualmente, secondo dati ufficiali, 26 richieste di esplorazione mineraria da parte di aziende straniere.
Da misna.org

