CISGIORDANIA. PALESTINESI SEMPRE PIÙ STRETTI TRA INSEDIAMENTI ISRAELIANI E MURI MINACCIOSI
Negli ultimi 12 anni, la popolazione israeliana delle colonie costruite all’interno della Cisgiordania palestinese è aumentata del 107%, raggiungendo raggiungendo le 270.000 unità alla fine dello scorso anno; nello stesso periodo, il totale di quella israeliana è aumentata del 29%. Lo rende noto un rapporto diffuso oggi da ‘Ariel university center’, un istituto accademico della Samaria i cui ricercatori hanno individuato nel trend migratorio e in quello dell’elevato indice di natalità i due principali fattori di un aumento che ha portato gli israeliani residenti in Cisgiordania dai 130.000 del 1995 ai 270.000 di 12 mesi fa. “Con un indice di crescita così elevato – hanno detto i responsabili dell’organizzazione pacifista israeliana ‘Peace now’ – sarà impossibile poter arrivare a un accordo di pace”. In base ai dati raccolti dai ricercatori dell’università israeliana, la popolazione israeliana che vive nelle colonie è generalmente giovane (età media di 20,6 anni) e ha un indice di criminalità maggiore del 22% rispetto alla media nazionale; la sua crescita annua è inoltre pari al 5%, oltre tre punti in più rispetto alla media di Israele. La loro presenza, illegale e contro varie risoluzioni dell’Onu, continua a essere sostenuta da Israele anche in zone ‘sensibili’ come Hebron dove poche centinaia di coloni sono pretesto per politiche ancor più discriminatorie nei confronti dei palestinesi; a loro protezione Tel Aviv ha progettato un muro divisorio che spesso gira attorno agli insediamenti tagliando fuori non solo i palestinesi ma anche ampi tratti di terre coltivate da questi ultimi con conseguenze di vario genere, non soltanto economiche. Condannando questi tortuosi giri del muro, la Suprema corte israeliana ha ‘intimato’ ieri al governo di provvedere a ridisegnare parte del percorso. La sentenza fa riferimento, in particolare, al caso del villaggio di Bilin che è diventato suo malgrado simbolo della resistenza palestinese contro un insediamento israeliano di 40.000 persone al quale era stata trasferita la proprietà di un’estensione di terra di oltre 160 ettari, ovvero la metà del suo territorio.
Da misna.org

