Messico: i primi passi dei Missionari della Consolata
Il giorno 3 dicembre lo iniziamo con la celebrazione Eucaristica e il ricordo del gran missionario San Francesco Saverio il cui ardore apostolico ci serve come forte motivazione in questa, per noi della Consolata, nuova terra di missione.
Alle dieci del mattino ci dirigiamo verso la periferia della capitale, per conoscere e approfondire la interessantissima cultura pre-colombina messicana. Arriviamo alle rovine della antica città di Teotihuacan, con le sue imponenti piramidi dedicate al divinità Sole (con 65mt. di altezza) e della Luna (45mt.).
Questa antica città è attraversata nella sua parte centrale da un lungo viale di 4 km che rappresenta il cammino verso l'inframondo. A questa cultura è subentrata sucessivamente la cultura Azteca. Oggi giorno si danno varie ipotesi in relazione alla sua scomparsa repentina, poiché gli esperti non concordano sulle cause di tale scomparsa. La visita a queste rovine ci va poco a poco introducendo nella cultura messicana, piena di simbolismo e riti religiosi, 'miscela' della antica cultura indigena e della fede cristiana.
Il giorno 4 di dicembre, il p. Guglielmo, direttore delle Opere Pontifice Missionarie dell' Episcopato Messicano, ci dà una panoramica generale della Chiesa in Messico. Ci parla della sua costituzione, della sua suddivisione territorriale e ci introduce a grandi linee alla relazione Stato-Chiesa che nella sua storia recente è piena di tensioni e conflitti. In seguito ci spiega la realtà della OMP nel paese, le campagne di promozione e animazione missionaria nelle parrocchie e diocesi. Dopo una breve pausa proseguiamo il cammio con il sr. Giulio, amministratore nazionale della OMP che ci espone alcuni lineamenti su come organizzare attività per sostenere l'azione missionaria attraverso il contatto con benefattori, gruppi di appoggio, campagne di sostegno, esecuzione di progetti, etc. Inoltre ci mette a conoscenza di normative giuridiche da tener presente nel momento in cui un Istituto come il nostro decide di risiedere nel paese.
Nel pomeriggio visitiamo di nuovo e con piu calma la Basilica della Guadalupe. Camminiamo attreverso la collina del Tapayac, luogo in cui la Madre di Dio apparve per tre volte all'indio Juan Diego, beatificato dal Papa Giovanni Paolo II e ci sentiamo coinvolti e animati delle parole che la Madonna rivolse allora a Juan Diego: 'Non sono forse qui io che sono tua Madre'.
Arrivati a sera terminiamo contenti e fiduciosi questo giorno con la celebrazione presieduta dal p. Guglielmo e accomapagnati con le persone della comunità che ci ha accolto e ci accolgono ogni giorno con molta gentilezza, delicatezza e attenzione.
Scritto da Alex e Wilmer
da ismico.org

