ONU. A 60 ANNI DALLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI, MESSAGGIO DI NAVI PILLAY
“Decine di milioni di persone nel pianeta non sono ancora consapevoli che hanno dei diritti da reclamare, che i loro governi ne sono responsabili e che hanno anche un ampio ventaglio di leggi nazionali e internazionali basate sui diritti. Malgrado tutti i nostri sforzi negli ultimi 60 anni, molti non si renderanno conto di questo anniversario ed è fondamentale che manteniamo questo slancio per consentire a un numero sempre maggiore di persone di rivendicare i loro diritti”. In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, l’Alto commissario delle Nazioni Unite Navi Pillay ha ricordato che la Carta “ha avuto probabilmente il maggiore impatto sul genere umano di qualsiasi altro documento”; tuttavia, ha sottolineato, “per molti la Dichiarazione resta una promessa non mantenuta mentre la volontà politica degli stati di rispettare le loro obbligazioni rimane purtroppo dietro ai loro impegni”. Oggi, ha aggiunto la giurista sudafricana, “esiste il rischio in particolare che, mentre l'attuale crisi finanziaria si estende, le comunità e gli individui più poveri ed emarginati del mondo possano affrontare una situazione ancora più atroce di quella in atto. La povertà è sia la causa che l’effetto delle violazioni dei diritti umani e dovremo essere molto vigili nei prossimi mesi per garantire che i programmi per lo sviluppo e le reti di sicurezza sociale siano mantenuti o rafforzati affinché gli effetti della crisi non diventino disastrosi”. Passando in rassegna alcuni dei diritti elencati nella Dichiarazione, Pillay ha ricordato che “in tutto il mondo un numero crescente di giornalisti, organizzazioni non governative e altre associazioni della società civile esercitano una maggiore e sempre più effettiva vigilanza sull’applicazione dei diritti umani da parte dei loro governi. L’arrivo di Internet implica che coloro che intendono abusare dei loro cittadini a porte chiuse lo troveranno molto più difficile e chi vuole esporre tali abusi potrà farlo più facilmente”. Nonostante “tutte le paure attuali e le incertezza – ha detto ancora Pillay – sono incoraggiata dall’enorme attenzione rivolta alla questione dei diritti umani durante la commemorazione del 60° anniversario nel corso dell’anno. In tutto il pianeta organizzazioni volontarie, istituzioni, docenti, studenti, avvocati, politici e mezzi di comunicazione si sono incentrati sulla Dichiarazione universale e la sua persistente rilevanza nel mondo di oggi. Ma non possiamo fermarci qui. A 60 anni, siamo ancora molto lontani dal raggiungere gli obiettivi prefissati nella Dichiarazione universale. Nessun paese al mondo può alzarsi e dire «Ci siamo riusciti»”.
Da misna.org

