ARTICOLI : 2008

VERTICE AMERICA LATINA-UNIONE EUROPEA: oggi incontro ministri degli esteri

Tra imponenti misure di sicurezza, con la riunione dei ministri degli Esteri entrano nel vivo oggi al ‘Museo de la Nación’ di Lima i lavori del V Vertice tra America Latina e Caraibi e Unione Europea (Alc-Ue), in attesa dell’incontro di domani tra i capi di stato e di governo delle 57 delegazioni presenti. Contrariamente alle previsioni, riferisce la stampa peruviana, le commissionI tecniche incaricate di redigere la dichiarazione finale avrebbero già messo a punto il testo, incentrato sui due temi portanti del summit, “Povertà, disuguaglianza e inclusione” e “Sviluppo sostenibile: ambiente, cambiamenti climatici ed energia”. Ma il ‘cuore’ del Vertice sono gli accordi commerciali e di protezione degli investimenti – cosiddetti ‘Accordi di associazione’ (Ada) - che l’Europa sta negoziando su diversi fronti, con la Comunità andina delle nazioni (Can), il Centroamerica e i Caraibi nella speranza di riaprire anche quelli con il Mercosur (Mercato comune dei paesi sudamericani) fermi all’ultimo vertice di Vienna del 2006 a causa dei massicci sussidi agricoli che la Ue continua a concedere ai suoi produttori e alle restrizioni europee alle esportazioni agro-industriali latinoamericane; accordi considerati dai movimenti sociali bi-regionali riuniti nella rete ‘Enlazandos Alternativas’, protagonisti del ‘Vertice dei Popoli’, “la nuova testa di ponte” per rafforzare le attività delle aziende europee nella perpetuazione di un modello economico neo-liberista che troppi danni ha già provocato in una regione considerata la più disuguale del pianeta (a fronte dell'Europa, ritenuta la più 'uguale') e in cui la ricchezza si concentra nelle mani del 10% della popolazione totale (fonte Onu). Nelle parole del presidente della Commissione Europea, José Manuel Durao Barroso, la Ue “farà tutto il possibile affinché quello di Lima non sia solo un altro vertice in più, ma un vertice che possa segnare questo impegno di complicità fra i due blocchi. Le priorità sono la coesione sociale nella politica di aiuto e cooperazione e l’associazione progressiva delle organizzazioni internazionali e della società civile attorno a questo obiettivo”. Barroso ha anche espresso “preoccupazione per un neo-nazionalismo populista che è molto negativo per lo sviluppo politico e culturale”; un riferimento, sebbene non esplicito, al Venezuela, quinto produttore di greggio mondiale, e capofila di iniziativa regionali come ’Alternativa bolivariana delle Americhe (Alba), alternativa alla fallita ‘Area di libero commercio delle Americhe (Alca), fortemente voluta dalla Casa Bianca, ‘Petrocaribe’ o la ‘Banca del Sud’ mirata a sostituire “le politiche nefaste” del Fondo monetario internazionale (Fmi) e della Banca Mondiale (Bm). Protagonista di un acceso botta-e-risposta con la cancelliera tedesca Angela Merkel che aveva invitato nei giorni scorsi l’America Latina a “prendere le distanze dal Venezuela” il presidente Hugo Chavez, che solo nelle ultime ore ha confermato la sua presenza a Lima, ha esortato l’Europa a “non aver paura della sinistra latinoamericana” tra cui ha annoverato anche il neo presidente eletto paraguayano Fernando Lugo. Citando uno scritto di José Saramago, risalente a tre anni fa, in cui si prendeva atto di “un cambiamento storico evidente nella regione”, Chavez ha chiesto alla Ue “collaborazione e aiuto reciproci”.

da misna.org