Caritas per Myanmar: un aiuto concreto in favore delle persone colpite in Birmania dal tifone Nargis
I dati del disastro. Secondo il ministro degli Esteri della giunta militare al potere nel Paese asiatico, Nyan Win, sono almeno 15mila le vittime. Ma il ministro degli esteri tailandese Noppadol Pattama, che ha incontrato l'ambasciatore birmano a Bangkok, ha riferito che i dispersi sarebbero 30mila. I senzatetto sono un milione. Win ha detto, il 6 maggio, alla tv ufficiale birmana che oltre 10mila persone sono morte nella regione di Irrawaddy, la più colpita. Minore è il numero delle vittime nell'area intorno a Rangoon, la città principale del Paese. "Stiamo ancora raccogliendo dati e informazioni, ci potrebbero essere altre vittime", ha affermato il ministro. Intanto la giunta militare, con una decisione senza precedenti, ha chiesto aiuto alla comunità internazionale. Un primo aereo militare da trasporto con beni di prima necessità giungerà in giornata a Rangoon dalla Thailandia, mentre altri Paesi e organizzazioni stanno per inviare a loro volta aiuti alla Birmania. La giunta militare birmana ha deciso di spostare al 24 maggio il referendum costituzionale nelle aree più colpite dal ciclone Nargis. La radio di Stato ha annunciato che sarà posticipato in 40 delle 45 giurisdizioni nell'area di Rangoon e in sette distretti del delta dell'Irrawaddy, nel sud del paese. Nel resto del paese si terrà sabato 10 maggio come previsto. Andrew Kirkwood, direttore di "Save the Children" in Birmania, ha raccolto le testimonianze di alcuni anziani a Rangoon, secondo i quali "si tratta del ciclone più devastante degli ultimi 60 anni".
L'impegno di Caritas Italiana. Di fronte alla tragedia che, oltre ad avere causato un così alto numero di morti e sfollati, ha fatto perdere "molti dei raccolti di riso della regione del delta", rinnovato l'impegno di Caritas Italiana per il Myanmar. Già il maremoto del 2004 aveva colpito in modo diretto almeno 15.000 persone in Myanmar e "Caritas Italiana - si legge in una nota diffusa il 5 maggio - si era attivata prontamente ed è ancora impegnata nel Paese per interventi pari a 1,5 milioni di euro. In particolare gli ambiti scelti nel dialogo con la Chiesa locale, in alcuni dei quali si opera anche in collaborazione con la società civile locale, sono: l'educazione e la costruzione di infrastrutture scolastiche, lo sviluppo rurale e socioeconomico, la sanità, l'approvvigionamento idrico, la prevenzione della diffusione dell'hiv, il rafforzamento della Caritas locale (Karuna)". Oltre a questi interventi, "Caritas Italiana sostiene la popolazione del Myanmar anche attraverso i microprogetti: si tratta di piccoli interventi di modesto valore finanziario, ma in grado di migliorare, attraverso un'azione mirata, le condizioni di vita di migliaia di persone".
Raccolta di offerte. Adesso, "Caritas Italiana e l'intera rete Caritas confermano la loro disponibilità a sostenere interventi di ricostruzione e per la ripresa delle attività, sebbene al momento sia difficile avere un quadro complessivo dei danni e delle azioni che sono state già avviate. Nel pomeriggio è prevista una conferenza telefonica e, se saranno attive le linee di comunicazione, si cercherà di fare il punto anche con la Caritas locale". Per sostenere gli interventi in corso si possono versare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013 (causale "Emergenza Myanmar"). Sono possibili offerte anche tramite altri canali: Banca Intesa Sanpaolo, piazzale Gregorio VII, Roma - IBAN IT20 D030 6905 0320 0001 0080 707; UniCredit Banca, piazzale dell'Industria 46, Roma - IBAN IT02 Y032 2303 2000 0000 5369 992; Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma - IBAN IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097; Banca Popolare Etica, via Niccolò Tommaseo 7, Padova - IBAN IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113; CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d'ufficio); CartaSi anche online.
da SIR

