R.D. CONGO. PRESIDENZIALI, VOCI DAL PAESE IN ATTESA DEI RISULTATI
Grande nervosismo a Kinshasa e Mbuji-Mayi, segnali di tensione a Lubumbashi, atmosfera piuttosto calma nelle principali città dell’est, Bukavu e Goma: è l’istantanea del paese fornita alla MISNA dalle fonti raggiunte telefonicamente in ciascuna delle località, dopo l’annuncio dei primi risultati parziali delle presidenziali e in attesa dei dati completi attesi per domani.
“È stato consigliato al nostro ufficio di chiudere in anticipo, alle ore 14.00, e a noi dipendenti di tornare a casa” ha detto alla MISNA una fonte congolese che lavora nello stesso viale in cui si trova la sede della Ceni, nel quartiere della Gombe a Kinshasa. Fonti della Caritas hanno confermato la fuga, attraverso il fiume Congo, di 3000 persone da Kinshasa verso a Brazzaville, la capitale della vicina Repubblica del Congo. Circa 4000 ragazzi di strada hanno abbandonato alcuni quartieri per cercare rifugio in zone più lontane dal centro. L’Unicef e il Programma alimentare mondiale dell’Onu hanno messo a disposizione 750 tonnellate di beni, principalmente viveri e medicinali, per un eventuale intervento di emergenza.
“Le voci si stanno amplificando – continua la fonte della MISNA dalla Gombe, che preferisce mantenere l’anonimato per motivi di sicurezza – si dice che i sostenitori del candidato di opposizione Etienne Tshisekedi provocheranno il caos in città se il presidente Joseph Kabila sarà annunciato vincitore. E che se vince Tshisekedi, sarà la guardia presidenziale a intervenire con la forza”.
A Mbuji-Mayi, città d’origine di Tshisekedi, “le strade sono presidiate dai militari e poliziotti. È in vigore un coprifuoco tra le 22 e le 6 del mattino, ma già dopo le 18 è sconsigliato uscire” riferisce una fonte della MISNA sul posto. In città sono stati registrati episodi di minacce e saccheggi notturni, da parte di uomini presumibilmente legati alle forze di sicurezza regolari. La connessione Internet e gli scambi di sms risultano bloccati, in particolare questi ultimi sarebbero stati ufficialmente sospesi dal governo per questioni di sicurezza.
Dalla capitale del Katanga Lumbumbashi, alcuni abitanti hanno scelto di attraversare il confine verso lo Zambia, per timori di violenze.
Dall’est del paese si raccolgono tuttavia segnali di senso opposto: “Restiamo ottimisti e continuiamo a sensibilizzare la popolazione, lanciando appelli alla calma e insistendo sul fatto che se i risultati devono essere contestati, esistono ricorsi previsti dalla legge” dice alla MISNA Mathilde Muhindo, attivista per i diritti umani a Bukavu, capoluogo della provincia orientale del Sud-Kivu. “Quello che temiamo – prosegue la responsabile del Centro Olame, legato alla diocesi – sono le speculazioni attorno a risultati parziali mentre si stanno ancora effettuando i conteggi. Il nostro augurio più grande è che i risultati siano accolti nella calma. Non vogliamo risvegliarci sotto le armi. Abbiamo già sofferto abbastanza in passato”.
Secondo una nota della Commissione diocesana Giustizia e Pace di Bukavu giunta oggi alla MISNA, gli osservatori elettorali dell’organismo hanno rilevato – per il territorio di Bukavu – diversi casi di irregolarità, soprattutto in merito alla gestione logistica delle operazioni di voto, ma non gravi a tal punto da influenzare i risultati del voto.
“A Goma la situazione per ora è tranquilla, le autorità della provincia stanno lanciando appelli alla calma” ha riferito una fonte della MISNA dal capoluogo del Nord-Kivu, vicino al confine con il Rwanda.
da misna.org

