ARTICOLI : 2008

VERTICE G8. Per Caritas e CISDE "ritardi nella lotta alla povertà"

“Sette anni e mezzo dopo la Dichiarazione del Millennio siamo a metà strada dalla data limite del 2015 ed è ormai evidente che troppi paesi in via di sviluppo non riusciranno a raggiungere questi obiettivi; in alcuni casi, con l’attuale tasso di crescita, alcuni paesi dovranno aspettare più di 100 anni”: lo affermano in una nota congiunta il cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, presidente di Caritas Internationalis, e René Grotenhuis, presidente della Cisde-Cooperazione internazionale per lo Sviluppo e la Solidarietà, rivolgendosi ai capi di stato degli otto paesi più industrializzati del mondo (G8), che si riuniranno dal prossimo 7 luglio a Hokkaido, in Giappone, per il consueto vertice annuale. “Ci rammarichiamo di dover scrivere ancora una volta nel 2008 per ricordare ai governi donatori le promesse che finora sono rimaste lettera morta” prosegue il comunicato, aggiungendo che “esiste il pericolo reale che gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, una solenne promessa fatta ai poveri del mondo dalla comunità internazionale e in particolare dai suoi membri più ricchi, siano ricordati come parole prive di significato: questo non può che alimentare il cinismo con cui tante persone nei paesi in via di sviluppo considerano già le ‘espressioni di preoccupazione’ dei paesi ricchi”. Per gli stati membri del G8, “la sfida per recuperare lo slancio verso gli obiettivi previsti è enorme” - prosegue la nota - e passa, tra l’altro, attraverso “la qualità degli aiuti”, “l’annullamento del debito e il credito responsabile”, “cambiamenti importanti” nella politica del commercio mondiale e una “riduzione sostanziale e radicale” delle emissioni di gas serra da parte delle nazioni industrializzate. Al vertice di Hokkaido si discuterà di sviluppo, mutamenti climatici, crisi alimentare, crisi finanziaria, debito e della cosiddetta ‘guerra al terrore’, che secondo Caritas e Cisde “consuma, insieme ai conflitti in Iraq e Afghanistan, molte più risorse di quelle destinate allo sviluppo e influenza sempre più l’approccio dei paesi donatori all’idea stessa di sviluppo”.

Da misna.org