ECCOMI MANDA ME : 2009

25 agosto 2009

VENUTO DALL'AFRICA, GIA' LAVAVETRI, OGGI SACERDOTE

“Ci sono tre categorie di persone che Dio non abbandona mai: le vedove, gli orfani e gli stranieri. Io l’ho sperimentato”: a dirlo è don Elisèe Ake Brou, giunto in Italia come immigrato dalla Costa d’Avorio, ordinato sacerdote lo scorso 29 giugno e oggi parroco nella diocesi di Monreale (Palermo). Lavavetri ai semafori, posteggiatore, aiutante nei lavori domestici: la trafila dei lavori fatti da padre Elisèe è la stessa di molti immigrati, ma sempre vissuta “con spirito di servizio” e “amore”, prima di entrare in seminario con l’aiuto di alcuni religiosi. “È vero sono diventato prete per la diocesi di Monreale, per gli italiani – ha detto don Elisèe al quotidiano della Santa Sede "L'Osservatore Romano", che lo ha intervistato per l’Anno sacerdotale, iniziativa voluta da Benedetto XVI per promuovere l’impegno di tutti i sacerdoti nella società - ma sono un prete anche per gli immigrati, perché penso che già la mia presenza sia per loro un conforto. Quando hanno difficoltà con la politica o nelle loro famiglie o nelle loro comunità, mi chiamano: io vado, perché in quanto immigrato arrivo ad entrare nella loro mentalità, perché io l’ho vissuta, sperimentata”. Secondo il sacerdote ivoriano “la speranza dev’essere la caratteristica di tutti gli immigrati”, senza cedere allo scoraggiamento. “Posso dire che l’immigrazione ha aspetti positivi e negativi – ha aggiunto – ma è soprattutto una risorsa, una ricchezza per il popolo italiano per i lavoro che essi svolgono”.

Da misna.org