10 aprile 2008
Il nardo genuino
PAROLA DI DIO (Gv 12,1-8)
Questo brano di Vangelo è altamente profetico e passa attraverso la semplicità di una donna che con il suo amore, la sua riconoscenza attesta la presenza dell’uomo-Dio, Gesù. E’ profetico perché anche nell’oggi Gesù continua ad essere flagellato, coronato di spine, sputacchiato, ucciso nei poveri, nei piccoli, negli oppressi, negli sfruttati, tanto che ci porta a domandare, con insistenza: “Dov’è l’Amore? Chi ascolta e raccoglie il messaggio del Signore?”.
Eppure, nonostante l’egoismo, l’oppressione, la furbizia umana, la prepotenza, la sete di materialità, questo brano ci dice come la lode e lo sguardo a Gesù siano il segno e il senso vero.
Il nardo genuino è il profumo che si diffonde, si comunica ed è la dimostrazione dell’Amore di Dio che si offre all’uomo e della risposta dell’uomo a Dio. Il profumo, per raggiungere il proprio effetto, evapora, si consuma, svanisce lasciando il risultato nell’essenza diffusa, che dà piacere e gioia: ecco il dono, il dimenticare se stessi (“chi perde la propria vita …”). Nella Bibbia è frequente il ricorso alla simbologia del profumo, che viene citato circa trenta volte, per manifestare l’offerta, il grazie, l’adorazione, la consacrazione. Ecco che nelle brutture che spesso feriscono l’umanità, il Signore porta il profumo della vita, della resurrezione, della fraternità, della pace e chiede a ciascuno di noi di continuare questo progetto, di aprirsi all’Altro: “Sono ricolmo dei vostri doni, che sono un profumo di soave odore, un sacrificio accetto e gradito a Dio”, scriverà San Paolo. Se io guardo alla mia vita, a chi sono, a cosa penso, a come mi relaziono con gli Altri, mi scopro “profumo”, “buon odore di Cristo”, mi leggo in questo filone non facile che deve vincere, andare oltre l’egoismo, le macchinazioni del male, la potenza e la cattiveria? Sono capace di gesti di misericordia, di attenzione, di annuncio?
Allora Maria, presa una libbra di unguento di nardo genuino molto pregevole, unse i piedi di Gesù…
Una libbra sono circa tre etti, tanti per un materiale come il profumo; è donare con abbondanza, senza calcolo, come farà Gesù sulla Croce, dove si renderà “profumo effuso”, nel dono totale di sé, insegnandoci ad esprimerci secondo una “misura piena, scossa, traboccante” (cfr. Vangelo di Luca), un Amore che dona, non bada a spese, va oltre, vince la meschinità, la grettezza, la piccolezza, i risentimenti, le chiusure, le rigidità.
Ed ecco che interviene lo sguardo di Giuda: “Perché questo unguento non si è venduto per trecento denari e si è dato ai poveri?”.
Da un punto di vista strettamente commerciale, l’apostolo ha ragione, ma si tratta di un ragionamento materiale, esterno all’Amore. Il nardo è un’essenza orientale, che si origina ad altissime quote e sta a significare proprio il profumo dell’Amore di Dio, chiamato “profumo effuso” nel Cantico dei Cantici. Maria di Betania intuisce l’Amore folle di Gesù e compie un atto esagerato, ma è una risposta alla totalità del dono di Cristo ed Egli la raccoglie come un gesto fortissimo e bellissimo (“in tutta la terra verrà raccontato questo episodio”).
Tu sai amare? Com’è la qualità del tuo amore? Sei profumo per gli Altri? Sei capace di spaccare l’alabastro?
Il ritardo della nostra risposta ci fa vivere una mezza vita. Solo amando si vive in pienezza. Ma il “profumo effuso” non si improvvisa, non è un gesto occasionale, è un cammino, è una fedeltà, è un incontro vivo con l’Eucaristia, è una continua risposta nella concretezza dei gesti, degli atteggiamenti, delle scelte. Dobbiamo riverginizzare la parola Amore, nel senso dell’interpretazione della vita: Amore è Luce, è Gioia, è Servizio, è Accoglienza, è Perdono, è Grazie, è Tenerezza, è Forza, è Coraggio. Tutti noi abbiamo bisogno di un cammino efficace di apertura all’Amore, mentre il vento intorno a noi e dentro di noi soffia su linee diverse, egocentriche, possessive, indifferenti; ed allora è importante lo sguardo a Cristo, l’interiorizzazione della sua Parola, che nascono dall’incontro con Lui. Tutto il Vangelo è costellato da questo Gesù che dà la propria vita per noi: “il Figlio dell’uomo è venuto per dare la sua vita”; “il buon pastore dà la sua vita per le sue pecore”; “il Padre mi ama perché io do la mia vita”.
Maria di Betania intuisce l’Amore di Gesù e risponde con quanto ha in quel momento: all’Amore totale risponde con l’Amore totale.
Tu avresti fatto questo gesto? Lo vivi nella tua esperienza? Ha un senso per te?
Unse i piedi di Gesù…
Gesù laverà i piedi ai suoi discepoli, perché siano pronti al servizio, perché sappiano espletare i propri carismi alla luce dell’Amore di Cristo.
Ora la casa si riempì del profumo dell’unguento.
L’Amore vero si diffonde, è contagioso. “Riempire”, in greco, è sinonimo di “compiersi”: l’Amore compie, riempie, è la perfezione e non verrà mai meno (“la fede e la speranza verranno meno e regnerà solo più l’Amore”). Ogni gesto di Amore ha ripercussioni cosmiche, crea onde di armonia, di pacificazione nel creato.
“Lasciala, che lo custodisca per il giorno della mia sepoltura”.
Gesù approva e difende l’azione di Maria di Betania, in contrasto con lo sdegno e la protesta di Giuda. Non stupiamoci che la Verità spesso non venga accolta, venga irrisa. Oggi bisogna lottare con determinazione per il bene. Non cediamo alla tiepidezza, alla mediocrità, rendiamoci conto dell’epoca in cui viviamo, epoca di cambiamenti, in cui possiamo diventare protagonisti di questo “profumo”, non accontentiamoci, non sotterriamo i talenti.
Rileggendo questo brano e applicandolo alla mia storia, a quanto mi circonda e a quanto porto dentro di me, sento il bisogno che lo Spirito mi faccia scoprire l’urgenza del ritorno a Dio, dell’apertura all’incontro e della testimonianza?
La Vergine Maria ci aiuti ad assimilare il testo evangelico nella reale conversione del cuore, perché in tutte le nostre relazioni possiamo scorgere, concretamente, l’Amore del Signore e applicarlo verso i fratelli.
PER LA RIELABORAZIONE E LA RIFLESSIONE
1. Hai già capito cosa vuole dire Amore e cosa vuol dire concretamente Amare?
2. Quale “profumo” diffonde la tua vita?
3. Nel gesto di Maria a Betania, Gesù è al centro del suo cuore. Nella tua vita, scelte, risposte, comportamenti, … Gesù è al centro?
padre Francesco Peyron

