17 aprile 2009
SULLE ORME DI SAN PAOLO [6]: amici e collaboratori di Paolo, in particolare Aquila e Priscilla.
Se guardiamo al Nuovo Testamento, scopriamo che la missione non e’ opera di un individuo isolato, ma e’ un’impresa comunitaria. Gesu’ si scelse dei compagni. L’inizio della sua vita pubblica e’ marcato dal suo chiamare i primi quattro compagni, Pietro e Andrea, Giovanni e Giacomo (Marco 1,16-20). In seguito egli ne costituisce dodici perche’ stiano con lui e per mandarli a predicare (cf. Marco 3,13-14). Il grande mandato missionario alla fine del vangelo di Matteo e’ dato al plurale “ANDATE, fate diventare miei discepoli tutti gli uomini del mondo” (Matteo 28:19). Gli Apostoli seguiranno l’esempio di Gesu’ il quale, nel breve periodo della sua vita pubblica, fu un predicatore itinerante, che si spostava frequentemente.
Paolo di Tarso e’ il grande missionario viaggiatore. Si calcola che abbia percorso piu’ di 15 mila kilometri per le strade dell’impero romano. Tale relativa facilita’ di viaggiare fu possibile perche’ l’impero romano, estendendosi al nord Europa, all’Africa e all’Asia, aveva fatto crollare molti confini che dividevano i vari popoli. Inoltre aveva reso piu’ sicuri i viaggi per mare e aveva sviluppato una fitta rete stradale che collegava Roma alle regioni piu’ lontane dell’impero. La possibilita’ di viaggiare comunicare tra le varie regioni dell’impero facilito’ il lavoro dei missionari cristiani che portarono il nome di Gesu’ nelle varie parti dell’impero romano.
Conosciamo Paolo attraverso le 13 lettere che ci sono giunte sotto il suo nome e attraverso gli Atti degli Apostoli che nella seconda parte si concentra quasi esclusivamente su di lui. Paolo aveva indubbiamente una personalita’ straripante, ma egli non fu un gigante solitario nello svolgere la sua missione. Come una calamita egli attrasse attorno a se’ compagni e collaboratori che seppe coinvolgere nella sua passione missionaria.
Nel Nuovo Testamento vi sono, infatti, circa 70 persone il cui nome e’ giunto fino a noi perche’ furono collaboratori di Paolo. Inoltre vi sono molti altri suoi collaboratori anonimi. Pur riconoscendo che Paolo aveva il dono di farsi amici, di coinvolgere le persone nella sua opera, occorre pero’ riconoscere che questo non e’ solo dovuto alla sua ricca personalita’, ma alla realta’ della missione che e’ impresa comunitaria. La missione e’ contagiosa.
Come illustrazione di questo fatto basta leggere la lettera ai Romani dove nella sezione dei saluti (16,3-16), Paolo nomina 26 persone che egli ha incontrato nei suoi viaggi e che adesso si trovano a Roma.
Salutate Aquila e Priscilla, miei collaboratori nel servizio di Gesu’ Cristo...
Salutate il mio caro Epeneto che e’ stato il primo cristiano nella provincia dell’Asia. Salutate Maria che ha lavoraro molto per noi. Salutate Andronico e Giunia, miei parenti, che sono stati in prigione con me...Salutate Ampliato che mi e’ caro nel Signore. Salutate Urbano, nostro compagno al servizio di Cristo, e il mio caro Stachi. Salutate Apelle che e’ stato messo alla prova per la sua fede in Cristo.
Salutate la famiglia di Aristobulo. Salutate il mio parente Erodione. Salutate quelli della casa di Narciso che credono nel Signore. Salutate Trifena e Trifosa che lavorano per il Signore, e la mia cara Perside che pure ha molto lavorato per lui. Salutate Rufo, degno di lode nel Signore, e sua madre che e’ una madre anche per me. Salutate Asincrito, Flegonte, Erme, Patroba, Erma e i suoi fratelli che sono con loro. Salutate Filologo e Giulia, Nereo e sua sorella Olimpas, e tutti i credenti che sono con loro (Rom 16:3-15)
Tra tutti i collaboratori di Paolo voglio soffermarmi su Aquila e Priscilla, una coppia di coniugi.
UNA COPPIA MISSIONARIA: PRISCILLA E AQUILA
Non ci sono molte coppie di coniugi nominati nel Nuovo Testamento. Dopo Maria e Giuseppe di Nazaret, Priscilla e Aquila e’ certamente la coppia piu’ famosa. Essi sono menzionati sei volte nel NT e vengono sempre nominati insieme. Il nome Priscilla e’ il diminutivo di Prisca ed e’ usato piu’ frequentement. In quattro testi il nome della moglie, Priscilla, precede quelo del marito, cosa non comune nell’antichita’ ove la donna “doveva” sempre appartenere a qualcuno, o al padre o al marito, ed era definita dalla sua apparteneza.
Vediamo anzitutto i testi che parlano di questa coppia:
1. Nel libro degli Atti degli Apostoli: Atti 18,1-3 “Dopo questi fatti, Paolo lascio’ Atene e ando’ a Corinto. In quella citta’ trovo’ un Ebreo che si chiamava Aquila, nato nella provincia del Ponto. Con Priscilla sua moglie era appena arrivato dall’Italia, perche’ l’imperatore Claudio aveva espulso da Roma tutti gli Ebrei. Paolo ando’ a casa loro e, siccome faceva lo stesso mestiere, rimase con loro e li aiutatava a fabbricare tende.”
Atti 18,18-19 “Paolo rimase a Corinto ancora un po’ di tempo. Poi saluto’ i cristiani di quella citta’ e si imbarco’ verso la provincia della Siria, insieme a Priscilla e Aquila... Quando arrivarono nella citta’ di Efeso, Paolo si separo’ dai due coniugi. Entro’ nella sinagoga e si mise a discutere con gli Ebrei.”
Atti 18,26 “Con grande coraggio Apollo comincio’ a predicare nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo sentirono parlare: allora lo presero con loro e lo istruirono piu’ accuratamente nella fede cristiana.”
2. Nelle lettere di Paolo: 1 Cor 16:19 “Vi salutano le chiese dell’Asia Minore. Vi salutano molto, nel Signore, Aquila e Priscilla con tutta la comunita’ che si riunisce a casa loro.”
Rom 16, 3-4 “Salutate Prisca e Aquila, miei collaboratori nel servizio di Gesu’ Cristo. Essi hanno rischiato la loro vita per salvare la mia. Non io soltanto, ma anche tutte le comunita’ dei credenti non ebrei devono essere loro grati. Salutate anche la comunita’ che si raduna in casa loro.”
2 Tim 4,19 “Salutami Prisca e Aquila.”
Non abbiamo un’informazione dettagliata di questa coppia perche’ essi vengono ricordati nel contesto dell’attivita’ missionaria di Paolo. Si puo’ dire che vivono alla sua ombra, tuttavia anche da questi tratti occasionali della loro relazione con Paolo, e’ possibile tratteggiare degli aspetti importanti della loro vita come coppia missionaria.
Aquila e’ un Ebreo del Ponto sulla costa del mar Nero (oggi Turchia) che a un certo punto della sua vita si trasferi’ a Roma, seguendo il flusso dell’emigrazione ebraica verso la capitale dell’impero. Priscilla potrebbe essere anche una donna ebrea del Ponto, oppure potrebbe essere una romana che ando’ sposa ad Aquila. E’ probabile che Aquila e Priscilla siano diventati cristiani a Roma. Non e’ detto infatti che siano stati convertiti da Paolo. Sembra piuttosto che la comune fede cristiana sia all’origine del loro incontro con Paolo a Corinto. La coppia si era trasferita a Corinto in seguito all’espulsione dei Giudei da Roma al tempo di Claudio.
Sembra che all’interno della comunita’ ebraica di Roma vi siano stati dei contrasti a causa di un certo Cristo (lo storico romano Svetonio parla di “tumulti a causa di Cresto -”impulsore Chresto”). Questo proverebbe che nel 49 d.C. a Roma vi era gia’ un gruppo di Ebrei-cristiani che si imponeva all’attenzione delle autorita’ romane. Per calmare gli animi l’imperatore espulse gli Ebrei dalla capitale. Prisca e Aquila furono coinvolti in questo contrasto e percio’ si trasferirono in Grecia, a Corinto, una citta’ commerciale a causa del porto. La coppia stabili’ qui la loro attivita’ di fabbricatori di tende. Sembra che anche a motivo dei giochi itsmici (una specie di olimpiadi che si celebravano a Corinto) la fabbricazione di tende fosse un’attivita’ importante a Corinto. Paolo, reduce da Atene ove la sua predicazione di Gesu’ risorto all’areopago (Atti 17,22-32) non aveva avuto gran successo, arriva a Corinto e trova in Priscilla e Aquila non solo dei compagni di fede, ma anche degli amici e dei colleghi di lavoro. Paolo viene accolto a lavorare nel laboratorio di Aquila e viene ospitato nella loro casa. Il posto di lavoro diventa ora anche un posto di evangelizzazione, fino a che Paolo si dedichera’ a tempo pieno alla predicazione nella casa di Tizio Giusto (Atti 18,5-7).
Paolo arrivo’ a Corinto dopo un’esperienza difficile ad Atene. Si puo’ pensare che lo spirito di accoglienza e l’amicizia di Priscilla ed Aquila siano stati elementi molto importanti nel sostenere Paolo nel suo lavoro missionario a Corinto. L’aver condiviso casa e lavoro e fatiche missionarie con questa coppia ispira le parole di lode che Paolo scrive ai Romani circa Priscilla ed Aquila, veri compagni d’armi di Paolo, amici fino al punto di rischiare la vita per lui. Pur essendo Ebrei essi erano aperti ai pagani affiancando Paolo nel rendere la chiesa una comunita’ capace di superare le chiusure etniche, religiose e sociali per una comunione effettiva dei credenti.
Priscilla e Aquila sono stretti collaboratori di Paolo agli inizi della fondazione della comunita’ cristiana di Corinto. In questa citta’ Paolo si ferma oltre un anno e mezzo (Atti 18,11). Quando crede compiuta la sua opera a Corinto e si avvia verso l’Asia Minore, Paolo avra’ ancora Priscilla ed Aquila come compagni (Atti 18:18). Li lasciera’ ad Efeso mentre egli andra’ a Gerusalemme (Atti 18,19-22). Ad Efeso i coniugi continuano la loro attivita’ missionaria, prendendo a casa loro Apollo, un brillante predicatore cristiano la cui conoscenza di Gesu’ era piuttosto lacunosa. Priscilla e Aquila lo prendono con loro e lo istruiscono piu’ compiutamente nella Via di Gesu’. Essi sentono vivamente la loro corresponsabilita’ nella comunita’ e con pazienza e tatto istruiscono questo brillante alessandrino.
Scrivendo sia ai Corinti che ai Romani Paolo ricorda “la comunita’ che si riunisce a casa” di Priscilla e Aquila. Essendo probabilmente benestanti essi avevano una casa piuttosto grande e capace di accogliere un certo numero di persone. Essi aprirono la loro casa ai loro fratelli e sorelle di fede perche’ potessero incontrarsi e celebrare i riti della loro fede. E’ notevole che sia a Roma che a Corinto, due delle piu’ grandi citta’ dell’impero, la coppia Priscilla e Aquila abbia avuto una “casa-chiesa” per accogliere i fratelli nella fede dove la comunita’ si riunisce per condividere, pregare, celebrare la cena del Signore, crescere nella fede e nella fraternita’. Non si puo’ dire che Priscilla e Aquila erano i “presidenti” di quelle riunioni comunitarie nel senso dell’odierno presiedere l’Eucarestia, ma certamente avevano delle responsabilita’ particolari di accoglienza, di organizzazione e nel mantenere l’armonia nella comunita’. Nei primi tre secoli la chiesa cristiana fu un insieme di comunita’ di “chiesa-famiglia” ove la fede in Gesu’ non solo si sosteneva ma si diffondeva. Queste comunita’-famiglia erano autentici centri di irradiazione missionaria.
In conclusione, non si puo’ avere una biografia completa di questa coppia missionaria, stretti collaboratori di Paolo. Essi vengono nominati nel NT proprio per questa caratteristica di collaboratori di Paolo. Essi sono dei modelli per la vita missionaria di oggi, mettendo anzitutto in risalto la centralita’ della famiglia come cellula evangelizzatrice. Aquila e Priscilla sono modelli di passione per il vangelo. Ovunque vanno, la loro casa diventa centro di irradiazione cristiana. La loro stessa professione di fabbricatori di tende e’ messa a servizio della missione. Sono disinteressati e flessibili, capaci di itineranza, il cambio di localita’ non cambia la loro determinazione di testimoniare la loro fede. Hanno capacita’ di adattamento: il loro lavoro e i loro viaggi diventano occasione di testimonianza cristiana. Sentono vivamente la loro corresponsabilita’ nella chiesa e non hanno paura di avvicinare il famoso predicatore Apollo per aiutarlo a migliorare la sua conoscenza del vangelo che predica.
Per leggere i due articoli precedenti clicca i titoli:
- Introduzione – testi biblici
- Chi è Paolo
- Paolo scrittore
- La personalità di Paolo
- Paolo Apostolo della gioia nell’abbraccio del Crocifisso (Ben XVI - 10 sett 08)
P. Mario Barbero, IMC

