18 marzo 2009
SULLE ORME DI SAN PAOLO [4]: la personalità di Paolo.
Le lettere e gli Atti ci permettono di tracciare un ritratto della personalità di Paolo di Tarso. Ecco le caratteristiche principali:
1. Paolo e’ un uomo di profonda energia spirituale, un animo di fuoco, una persona che si dona totalmente al suo ideale senza contarne il prezzo. Il suo ideale e’ Dio che egli vuole servire lealmente. Per questo egli dapprima perseguita i cristiani (Gal 1,13 ; At 24,5-14) poi predica Gesu’ quando gli e’ stato rivelato sulla strada di Damasco (Gal 1,14-15). Questo zelo si traduce in una dedizione totale al servizio di Colui che ama. Fatiche persecuzioni, pericoli niente lo puo’ piu’ fermare (1 Co 4,9-13; 2 Co 4,8s; 6,4-10; 11,23-27). Niente lo puo’ ormai separare dall’amore di Cristo (Rom 8,35-39); o piuttosto tutto questo e’ ancor piu’ prezioso perche’ lo conforma alla Passione e Croce del suo Maestro (2 Co 4,10; Fil 3,10).
2. Egli ha una coscienza profonda della sua vocazione, dopo l’esperienza di Damasco non ha piu’ crisi di identita’, e’ ben conscio della sua “elezione”: Paolo, servo di Cristo Gesù, chiamato a essere apostolo, messo a parte per il vangelo di Dio (Rom 1,1); Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio (1 Co 1,1); Paolo, apostolo non da parte di uomini né per mezzo di un uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti, (Gal 1,1.15). Questo gli da un’energia incredibile a spendersi per la sua missione. Egli sente la preoccupazione per tutte le chiese (2 Co 11,28); egli e’ conscio di tutte le grandi cose che la grazia di Dio ha compiuto in lui (1 Co 15,10, 2 Co 4,7 ; Fil 4,13 ; Col 1,29 ; Ef 3,7). Non ha quindi timore di invitare i suoi fedeli a imitarlo (1 Co 11,1; 2 Tess 3,7) perche’ imitando Paolo essi imitano Cristo (1 Co 4,16; Gal 4,12; Fil 3,17).
3. L’ardore del suo cuore si traduce in una varieta’ di sentimenti verso i suoi fedeli.
L’apertura della lettera ai Filippesi sembra una lettera d’amore.
Fil 1,3-11:
Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi; e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia a motivo della vostra partecipazione al vangelo, dal primo giorno fino a ora. E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Ed è giusto che io senta così di tutti voi, perché io vi ho nel cuore, voi tutti che, tanto nelle mie catene quanto nella difesa e nella conferma del vangelo, siete partecipi con me della grazia. Infatti Dio mi è testimone come io vi ami tutti con affetto profondo in Cristo Gesù. 9 E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento,
Il voltafaccia dei Galati lo fa sussultare d’indignazione (Gal 1,6; 3,1-3) mentre l’incostanza dei Corinti lo fa diventare “pazzo” (2 Cor 12,11; 13,10). Egli non risparmia duri rimproveri (Gal 3,1-3 ; 4,11 ; 1 Cor 3,1-3 ; 5,1-2 ; 6,5 ; 11,17-22 ; 2 Co 11,3) che pero’ tempera con accenti di tenerezza toccante (2 Cor 11,2 ; 12,14).
Egli si sente PADRE: Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi. Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il vangelo (1 Cor 4,14-15); La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi, e il nostro cuore si è tutto aperto per voi. Non siete davvero allo stretto in noi; è nei vostri cuori invece che siete allo stretto. Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, aprite anche voi il vostro cuore! (2 Cor 6,11-13); e sapete anche che, come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi, incoraggiandovi e scongiurandovi a comportarvi in maniera degna di quel Dio che vi chiama al suo regno e alla sua gloria (1 Tess 2,11-12); ti prego dunque per il mio figlio, che ho generato in catene, Onesimo, quello che un giorno ti fu inutile, ma ora è utile a te e a me. Te l'ho rimandato, lui, il mio cuore (Flm 10-12).
Egli si sente MADRE: Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature. Così affezionati a voi, avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari (1 Tess 2,7-8); figlioli miei, che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi! Vorrei essere vicino a voi in questo momento e poter cambiare il tono della mia voce, perché non so cosa fare a vostro riguardo (Gal 4,19-20).
Egli desidera rientrare in relazione, come in questi testi che si riferiscono al superamento delle crisi nei confronti dei Galati e del Corinzi:
«Siate come sono io, fratelli, ve ne prego, perché anch'io sono come voi.
Voi non mi faceste torto alcuno; anzi sapete bene che fu a motivo di una malattia che vi evangelizzai la prima volta; e quella mia infermità, che era per voi una prova, voi non la disprezzaste né vi fece ribrezzo; al contrario mi accoglieste come un angelo di Dio, come Cristo Gesù stesso. Dove sono dunque le vostre manifestazioni di gioia? Poiché vi rendo testimonianza che, se fosse stato possibile, vi sareste cavati gli occhi e me li avreste dati. Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità? Costoro sono zelanti per voi, ma non per fini onesti; anzi vogliono staccarvi da noi affinché il vostro zelo si volga a loro. Ora è una buona cosa essere in ogni tempo oggetto dello zelo altrui nel bene, e non solo quando sono presente tra di voi. Figli miei, per i quali sono di nuovo in doglie, finché Cristo sia formato in voi, oh, come vorrei essere ora presente tra di voi e cambiar tono perché sono perplesso a vostro riguardo! » (Gal 4,12-20).
«Infatti, ecco quanta premura ha prodotto in voi questa vostra tristezza secondo Dio, anzi, quante scuse, quanto sdegno, quanto timore, quanto desiderio, quanto zelo, quale punizione! In ogni maniera avete dimostrato di essere puri in questo affare.
Se dunque vi ho scritto, non fu a motivo dell'offensore né dell'offeso, ma perché la premura che avete per noi si manifestasse in mezzo a voi, davanti a Dio. Perciò siamo stati consolati; e oltre a questa nostra consolazione ci siamo più che mai rallegrati per la gioia di Tito, perché il suo spirito è stato rinfrancato da voi tutti ». (2 Cor 7,11-13)
4. Infine una caratteristica di Paolo e’ di essere « un lavoratore che annuncia l’evangelo » come lo chiama Carlos Mesters. Vi sono varie testimonianze di questa caratteristica paolina : « e ci affatichiamo lavorando con le nostre proprie mani » (1 Cor 4,12) ; « Perché, fratelli, voi ricordate la nostra fatica e la nostra pena; infatti è lavorando notte e giorno per non essere di peso a nessuno di voi, che vi abbiamo predicato il vangelo di Dio » (1 Tess 2,9) ; « Voi stessi sapete che queste mani hanno provveduto ai bisogni miei e di coloro che erano con me. In ogni cosa vi ho mostrato che bisogna venire in aiuto ai deboli lavorando così, e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso: "Vi è più gioia nel dare che nel ricevere"» (at 20, 34-35). Egli lavora con le sue mani mentre annuncia l’evangelo affinche’ il vangelo ;possa entrare nella vita della gente.
Per leggere i tre articoli precedenti clicca i titoli:
- Introduzione – testi biblici
- Chi è Paolo
- Paolo scrittore
P. Mario Barbero, IMC

