10 giugno 2008
Aumentano i miliardi spesi per fare la guerra
Sono cresciute del 6% nell’ultimo anno le spese militari mondiali e a trarne profitto sono state le grandi aziende produttrici di armamenti, che hanno visto le loro vendite aumentare dell’8% tra il 2005 e il 2006: i dati emergono dal rapporto annuale 2008 dell’Istituto internazionale di ricerca per la pace (Sipri), con sede a Stoccolma, diffuso il 9 giugno. Per operazioni bellicose, i dirigenti mondiali sono stati disposti a pagare l’anno scorso ben 851 miliardi di euro, mentre hanno deciso di dedicare solo 6,5 miliardi di euro alla risoluzione della crisi alimentare mondiale nel recente vertice della Fao a Roma, ossia 130 volte meno. Secondo il Sipri, la crescita delle spese militari è legata a obiettivi di politica estera, minacce reali o presunte, conflitti - erano 14 i principali nel 2007 – e contributo a operazioni di mantenimento della pace, ben 61 l’anno scorso, il più alto numero dal 1999, con oltre 169.000 persone sul terreno. Analizzando il periodo degli ultimi 10 anni, lo studio rivela che le spese militari dell’America del Nord sono cresciute del 65%, quelle del Medio Oriente del 62%, quelle del sud asiatico del 57% e quelle dell’Africa e dell’Asia orientale del 51%. La Russia, con un 13% in più nel 2007, traina il blocco est-europeo che ha realizzato la più importante crescita dell’ultimo anno, mentre le spese di Stati Uniti rappresentano il 45% della somma mondiale che, in termini assoluti, non sono mai state così alte dal periodo della seconda guerra mondiale. I cinque maggiori fornitori di armi – Stati Uniti, Russia, Germania, Francia e Inghilterra – hanno realizzato l’80% del volume dei trasferimenti.
Corrispondono a 202 dollari americani per ogni abitante del pianeta le spese militari mondiali nel 2007, il 2,5% del prodotto interno lordo di tutti i paesi messi insieme. Il numero di stati che hanno aumentato il bilancio delle spese belliche nel 2007 è cresciuto più che negli ultimi anni, anche se per il quarto anno consecutivo non ci sono state nuove guerre interstatali. Secondo il Sipri, i principali conflitti armati sono 14, in 13 diversi luoghi del mondo: Somalia, Medio Oriente, Cecenia, Colombia, Perù e Asia, dall’Afghanistan alle Filippine, passando per il Kashmir, il Karen e il Tamil in Sri Lanka. Tra questi conflitti, quattro sono ricordati come “internazionalizzati”, perché vi combattono anche truppe di stati stranieri, che collaborano con una delle parti, e sono tutti legati alla cosiddetta “guerra globale contro il terrore” allestita da Washington dopo l’11 settembre 2001.
Da misna.org

