La riflessione teologica della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II ci ha fatto comprendere come la chiamata-invio alla Missione sia vocazione di ogni battezzato e comunità cristiana: "I fedeli laici, proprio perché membri della Chiesa, hanno la vocazione e la Missione di essere annunciatori del Vangelo: per quest'opera sono abilitati e impegnati dai sacramenti dell'iniziazione cristiana e dai doni dello Spirito Santo" (Christifideles laici, 33).
La dignità battesimale dà il "diritto-dovere" ai laici di "impegnarsi, sia come singoli, sia riuniti in associazioni, perché l'annuncio della salvezza sia conosciuto e accolto da ogni uomo, in ogni luogo; tale obbligo li vincola ancora di più in quelle situazioni in cui gli uomini non possono ascoltare il Vangelo e conoscere Gesù se non per mezzo loro" (Redemptoris Missio, 71).
I laici quindi sono per vocazione agenti di Missione e non soltanto "tecnici" al suo servizio. Riconoscere ed accogliere con gioia la vocazione missionaria laicale non è una moda del momento, ma una visione più completa della teologia e dell'ecclesiologia.
Alla luce di queste considerazioni e sulla base delle esperienze maturate l'Istituto Missioni Consolata e le realtà laicali delle diverse case, hanno iniziato una vivace e approfondita riflessione che ha portato, il 10 febbraio 2008, all'approvazione dello Statuto dei Laici Missionari della Consolata Europei.
L'articolo 1 dello Statuto definisce l'identità del Laico Missionario della Consolata:
Il «Laico Missionario della Consolata» [LMC] è una persona che, nel desiderio di rispondere alla chiamata di Cristo, nell'ambito della propria vocazione laicale, fa della Missione ad gentes una scelta di vita, condivisa con gli altri LMC della comunità, secondo il carisma che il Beato Giuseppe Allamano ha ricevuto da Dio e condivide, nel proprio paese ed in quello di destinazione, il fine missionario dell'Istituto Missioni Consolata, da lui fondato.
... una persona che, nel desiderio di rispondere alla chiamata di Cristo ...
La vocazione del LMC ha natura propria ed è complementare con le altre vocazioni nella Chiesa.
E' espressione della chiamata dei laici ad essere al servizio del Regno, inseriti "nelle realtà temporali per orientarle secondo Dio" (LG 31). "Nella Chiesa-comunione gli stati di vita sono tra loro così collegati da essere ordinati l'uno all'altro... sono modalità diverse che si uniscono profondamente nel 'mistero di comunione' della Chiesa e che si coordinano dinamicamente nella sua unica missione" (CL, 55).
In quanto vocazione, quella del LMC nasce dall'incontro personale con Cristo, all'interno di un cammino di fede fatto - di solito - nel contesto dei gruppi giovanili IMC che gravitano attorno ai nostri Centri di Animazione Missionaria.
Come vocazione, è in ogni caso oggetto di un discernimento, da parte del Laico stesso, accompagnato dalla Comunità e dall'Istituto.
... fa della Missione ad gentes ...
La vocazione del LMC implica una cooperazione diretta all'opera di evangelizzazione della Chiesa.
Con una scelta prioritaria per il progetto Missionario dell'Istituto Missioni Consolata, in missione o in patria.
Il LMC tende alla 'partenza' - non sempre necessariamente geografica - verso gli ambiti in cui attualmente l'Istituto riconosce il proprio "ad gentes": non cristiani; periferie urbane; minoranze etniche; servizi qualificati alle Chiese locali e AMV; Giustizia e Pace.
... una scelta di vita ...
Come tale, la vocazione del LMC abbraccia tutto l'arco della vita e non è riconducibile ad un determinato periodo di tempo. Richiede di essere custodita ed approfondita, nel contesto di un impegno serio di crescita personale e comunitaria. Comporta di assumere uno 'stile di vita' corrispondente. Deve essere riconoscibile da un momento determinato in cui il LMC la assume con un impegno esplicito.
La scelta di vita e la dimensione comunitaria è ciò che caratterizza il LMC rispetto ad altre forme di volontariato missionario o di cooperazione missionaria.
... secondo lo spirito ed il carisma che il Beato Giuseppe Allamano ha ricevuto da Dio ...
La vocazione del LMC richiede un senso profondo di appartenenza alla famiglia della Consolata. Essa porta il LMC ad una vicinanza affettiva ed effettiva con esso, e l'Istituto al riconoscimento, accoglienza fraterna e valorizzazione del LMC. Richiede di essere vissuta in un contesto comunitario. Porta il LMC ad approfondire la lettura ed appropriazione laicale del carisma e della spiritualità IMC. Porta l'Istituto ad accompagnare i LMC nel loro cammino.
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Coordinamento regionale
- Diego Aguilar (LMC Torino)
- Fabio Limonta (LMC Bevera)
- Francesco Semeraro (LMC Martina Franca)
- Nadia Pellizzari (LMC Nervesa)
- padre Gianfranco Zintu (delegato IMC)
COORDINAMENTO EUROPEO LMC
Si è tenuto a Lisbona, nel week end 9-10 febbraio 2008, il Coordinamento Europeo dei Laici Missionari della Consolata.
E' stata una bellissima occasione di incontro e di comunione.
Tra le altre cose il Coord Europeo è riuscito, dopo un lungo iter, ad approvare la versione definitiva dello Statuto dei LMC Europei.

